È passato quasi un mese dall’invasione di Ceuta del 30 luglio e i problemi che sono sorti con l’ingresso di decine di migliaia di persone contemporaneamente non sono stati risolti. E nonostante i proclami del governo di Madrid, che per quasi un mese ha dichiarato che tutto andava bene e che in 48 ore erano stati risolti tutti, tanto che Pedro Sanchez il 1 agosto era già alle Canarie, dove è rimasto per 20 giorni in vacanza. Solo oggi, al suo ritorno, ha dichiarato “l’emergenza di sicurezza nazionale”. A Ceuta sono rimasti almeno 8.000 migranti che non se ne vogliono andare l’exclave è una polveriera dove la gente non esce più di casa perché ha paura, i negozi e i locali sono vuoti e per le strade si trovano pressoché solo irregolari, spesso armati con lame di ogni tipo, che compiono reati predatori.
Donne, bambini e anziani se ne sono andati nella Penisola, quelli che hanno potuto e oggi la rabbia popolare è esplosa con una manifestazione di piazza al grido di “siamo stanchi” e “il governo ci ha abbandonati”. Da settimane i ceutì denunciano la cattiva gestione della situazione che si è creata e oggi il sentimento è esploso nella richiesta di “rimpatrio” dei migranti in Marocco, oltre che di dimissioni del delegato del governo, il prefetto Miguel Algel Perez Triano. I manifestanti contestano il presunto trasferimento di un gruppo di migranti in situazione irregolare nella vecchia caserma “Acuartelamiento Coronel Fischer” e nell’ex fabbrica di farine della città autonoma, che sarebbero state individuate come sedi per strutture di accoglienza temporanea per l’identificazione dei migranti e l’avvio delle procedure di rimpatri.
Quest’ultima notizia è stata però al momento smentita da Madrid. Ma i cittadini di Ceuta vogliono risposte, vogliono sentire la presenza del governo e vogliono una soluzione al problema, che per quasi un mese è stata rimandata. I manifestanti, alcuni avvolti in bandiere spagnole e scortati da una massiccia presenza di polizia, in serata si sono spostati verso il quartiere periferico di El Principe dove permangono centinaia di migranti per denunciare “la situazione insostenibile” in termini di sicurezza e di igiene. Nel pomeriggio la polizia nazionale ha disperso con gas lacrimogeni un assembramento di migranti sulla spiaggia di El Trampolin, arrestando anche due attivisti, mentre era in corso la distribuzione di alimenti ai migranti che ancora restano nell’area.
