Prima l’antisemitismo, adesso le ammissioni degli studenti. L’Università della California di Los Angeles torna nel mirino dell’amministrazione Trump. Questa volta il Dipartimento di Giustizia americano accusa la facoltà di Legge di aver discriminato i candidati bianchi e asiatici, favorendo invece studenti neri e ispanici con risultati accademici inferiori.
Secondo il Dipartimento, i dati sulle ammissioni tra il 2019 e il 2025 mostrerebbero che l’università ha continuato a utilizzare criteri legati alla razza anche dopo la sentenza con cui, nel 2023, la Corte Suprema ha vietato di considerare direttamente l’appartenenza razziale nelle procedure di ammissione universitaria. Secondo il governo, nel 2025 un candidato nero avrebbe avuto probabilità di essere ammesso sette volte superiori rispetto a un candidato bianco “altrimenti equivalente”. Per gli studenti ispanici le probabilità sarebbero state doppie.
Parole pesanti arrivano da Harmeet Dhillon, Assistant Attorney General della divisione per i diritti civili. “Come molte istituzioni simili, UCLA Law School gestisce un sistema di ammissione a due livelli, nel quale l’asticella accademica si alza o si abbassa a seconda del colore della pelle”, ha dichiarato. Il Dipartimento di Giustizia punta ora a una soluzione volontaria che porti l’ateneo a modificare le proprie procedure.
UCLA respinge le accuse. La facoltà di Legge assicura di rispettare sia la normativa federale sia quella della California e sostiene che gli studenti vengano selezionati attraverso “un processo di valutazione completo e basato sul merito”, nel quale vengono considerate le esperienze e i risultati di ciascun candidato.
Non è un caso isolato. L’inchiesta su UCLA si inserisce nella più ampia offensiva dell’amministrazione Trump contro le politiche DEI (diversità, uguaglianza, inclusione) nelle università americane. Prima di Los Angeles, il Dipartimento di Giustizia aveva mosso contestazioni analoghe alla facoltà di Legge della Duke University e a quella di Berkeley. Trump considera molte politiche DEI discriminatorie e incompatibili con il principio del merito; i loro sostenitori ribattono invece che servano a correggere disuguaglianze storiche.
Per UCLA, però, il nuovo scontro arriva dopo mesi già particolarmente turbolenti nei rapporti con Washington. Il 24 febbraio il Dipartimento di Giustizia aveva fatto causa all’Università della California accusandola di avere consentito alla UCLA un ambiente di lavoro ostile nei confronti di docenti e dipendenti ebrei e israeliani. Secondo la denuncia, l’ateneo non avrebbe fatto abbastanza per prevenire e contrastare episodi di discriminazione e molestie verificatisi dopo il 7 ottobre 2023. A maggio era arrivata anche una seconda causa, questa volta relativa al trattamento degli studenti ebrei e israeliani e alla gestione delle proteste nel campus.
Ora il nuovo fronte riguarda direttamente chi può entrare nelle aule della prestigiosa facoltà di Legge. E l’accusa del governo è semplice quanto destinata a far discutere: in nome della diversità, l’università della California avrebbe finito per applicare criteri differenti proprio sulla base della razza.
