Quaranta colpi. Abbastanza per fare una strage. Ma a cadere uccisa sotto quella gragnuola di spari è stata soltanto la 22enne abruzzese Maria Spinelli, domenica alle 2,30 del mattino, dopo l’Aarauer Rave, un party techno che da festa della musica si è trasformato in una inspiegabile tragedia.
Qualche dettaglio in più è stato dato ieri, nel corso di una conferenza stampa un po’ tardiva convocata dalla polizia cantonale dell’Argovia, che indaga sull’episodio. Il 43enne di nazionalità svizzera residente nel Canton Giura è arrivato in auto ad Aarau e, dopo aver parcheggiato, ha raggiunto a piedi la zona dell’ippodromo di Schachen. Dall’esterno dell’area l’uomo ha sparato più di 40 colpi con un AK-74 non a ripetizione, cambiando ripetutamente posizione e direzione di tiro e facendo fuoco indiscriminatamente verso la folla, che fortunatamente in quel momento era di un centinaio di persone rispetto ai 3.500 di un’ora prima. Poi l’uomo sarebbe tornato verso il parcheggio e avrebbe esploso altri colpi con una pistola, anche contro un veicolo che si stava allontanando, e si sarebbe allontanato in automobile. Gli inquirenti grazie alla targa dell’auto erano sulle tracce dell’uomo, che però si è presentato spontaneamente alla polizia a Delémont. Interrogato lunedì, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Nella sua automobile sono state trovate tre armi cariche: due pistole e un fucile d’assalto AK-74. Gli accertamenti balistici hanno stabilito corrispondenze tra i bossoli raccolti ad Aarau e una delle pistole e il fucile sequestrati.
Il sospettato aveva prestato servizio nell’esercito svizzero come cuoco fino al 2013 ma le armi usate per l’assalto erano state acquistate privatamente con un’autorizzazione concessa dalle autorità del Giura circa vent’anni fa. Secondo il procuratore Christoph Rüedi, il 43enne aveva problemi di salute mentale, anche se dai primi accertamenti non risulterebbe in cura presso cliniche psichiatriche. A carico dell’uomo non risultano precedenti penali ma resta da chiarire come una persona con problemi psichici potesse continuare a detenere legalmente armi. Quanto al movente, escluse matrici terroristiche o ideologiche, pare chiaro si sia trattato di un gesto di follia, anche se non è chiaro perché l’uomo abbia deciso di aprire il fuoco lì e contro persone che, apparentemente, non conosceva. Nessuna informazione è stata fornita sulla sua situazione familiare e professionale.
Nell’attacco sono rimaste feriti altre sei persone, una tedesca e cinque svizzeri tra i 24 e i 31 anni. Le condizioni dei due feriti ancora ricoverati sono in via di miglioramento.
