Amanda Knox torna a far discutere. Dopo il documentario e la serie tv sul delitto di Perugia, la 39enne americana ha deciso di portare sul palco dell’Edinburgh Fringe uno spettacolo autobiografico in stile stand-up comedy sulla vicenda che l’ha vista come protagonista. La Knox, del resto, ha costruito una vera e propria carriera mediatica su quanto accaduto quasi vent’anni fa.
Stando alle notizie che arrivano dalla stampa straniera, Amanda Knox ha messo in piedi uno spettacolo comico dal titolo “Cartwheel”, ossia “Capriola”, basato sulle accuse che le sono state rivolte dopo il delitto di Meredith Kercher, avvenuto nel 2007. Nello show, la Knox affronta in chiave ironica anche il periodo della sua detenzione.
La 39enne si dice sicura che a Meredith lo spettacolo piacerebbe molto, ma i familiari della ragazza inglese non sono affatto d’accordo. Anzi. Come è accaduto anche per altre iniziative della Knox, i parenti di Meredith si sono infuriati, arrivando a definire lo show come “deplorevole”.
La richiesta della famiglia è sempre la stessa: maggior rispetto per Meredith. Prima la docuserie “The Twisted Tale of Amanda Knox”, prodotta per Hulu e Disney+. Poi il documentario Netflix. L’idea è che Meredith sia diventata, per Amanda Knox, una mera fonte di lucro.
L’americana, però, tira dritto. “Meredith era una ragazza molto intelligente e raffinata, ma era anche divertente e giocherellona. Ascoltavamo musica insieme e uscivamo a ballare. Le piaceva divertirsi. Credo che apprezzerebbe questo mio spettacolo comico", ha dichiarato in un’intervista concessa al Telegraph. “Faccio molte battute sul modo in cui sono stata demonizzata, ma non scherzo sul suo omicidio. Per me quella è una linea invalicabile”, ha voluto precisare.
Lo spettacolo comico, dunque si farà. Andrà in scena al Fringe Festival di Edimburgo dal 7 al 17 agosto.
Per quanto riguarda i familiari di Meredith, furiosi per questa ennesima iniziativa, la Knox ha ribattuto: “Condividiamo un dolore, e abbiamo conosciuto una persona reale che è morta e che, prima di tutto, appartiene ai suoi familiari. Ma anch’io sono una persona. Ho vissuto la mia vita e ho il diritto di raccontare la mia storia. Meredith è una parte importante di quella storia e credo di renderle onore”.
