Re Felipe VI di Spagna ha espresso “preoccupazione e indignazione” per i “gravi eventi” avvenuti a Ceuta e Melilla, affermando che “lo Stato deve vigilare sulla loro sicurezza ed evitare che questi fatti, costati la triste e tragica perdita di decine di vite, si ripetano”. Lo riferisce la Casa Reale spagnola in una nota diffusa oggi. Il sovrano ha inoltre chiesto misure che trasmettano “in modo unito e determinato” il sostegno “la vicinanza e l’affetto” del resto della Spagna alle popolazioni delle due città autonome in Marocco.
In questi giorni il re, che si trova a Palma, è rimasto in contatto con i presidenti delle due città autonome, con il primo ministro Pedro Sánchez e con il leader dell’opposizione Alberto Núnez Feijóo, ai quali ha trasmesso “parole di incoraggiamento e determinazione”.
Sul fronte politico, il leader di Vox, Santiago Abascal, ha accusato il premier spagnolo Pedro Sanchez di condividere con il Marocco “la responsabilità” della crisi migratoria senza precedenti a Ceuta, sostenendo che il capo del governo “dovrebbe essere sul banco degli imputati e andare in carcere”. In visita nella città autonoma, Abascal ha sferrato un duro attacco contro il premier. “Siamo di fronte a un attacco brutale contro la nostra sovranità e la sicurezza degli spagnoli”, ha dichiarato, parlando di “quasi un centinaio di morti” e di “migliaia di cittadini terrorizzati” nell’exclave. “La responsabilità è condivisa tra Pedro Sanchez e il Marocco”, ha aggiunto e ha attribuito alle politiche del governo di regolarizzazione dei migranti l’indebolimento delle frontiere. Abascal ha sostenuto che Rabat avrebbe favorito il passaggio dei migranti “sapendo di non andare incontro a nessuna rappresaglia” da parte di Madrid, arrivando ad affermare che il regno alawita “forse possiede prove di corruzione di rapporti mafiosi che noi non conosciamo”, senza fornire però alcuna prova alle sue accuse. Il leader di Vox ha poi fatto appello alla comunità ceutì a “esigere al governo spagnolo di prendere in serio questa crisi” ed “agire contro l’invasione”, sostenendo che ci sono ancora “almeno 10.000” migranti, che “devono uscire subito” dalla città autonoma, dove - ha ricordato - è stato “dichiarato persona non grata dagli islamisti e socialisti del Comune, con l’astensione del Partito Popolare, che ha un patto con il Partito socialista”. Il leader della forza ultraconservatrice ha inoltre invocato una revisione delle politiche migratorie e della normativa sull’immigrazione, sostenendo che le leggi attuali favoriscano gli arrivi in massa. Abascal si è infine riferito alle dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui la crisi di Ceuta è conseguenza di “leggi deboli e una cattiva gestione”, affermando che, secondo lui, “Trump minimizza”. “”Quello che c’è sono criminali che promuovono l’invasione e non una cattiva gestione", ha concluso.
