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Cronaca internazionale

Ceuta, la procura ha elementi sufficienti per avviare l’inchiesta sugli attori dell’invasione

Nel frattempo il governo locale rivela di aver lanciato l’allarme il 27 luglio sentendosi rispondere “è la solita storia di ogni estate”

epa13211813 Migrants rest along a street in the Spanish North African enclave of Ceuta, 04 September 2026. The Spanish Government has begun deploying START (Spanish Technical Humanitarian Response Team) emergency units to set up temporary facilities for up to 600 people, prioritizing the protection and care of vulnerable migrant women and children following weeks of severe overcrowding. EPA/LAURA RINCON

La situazione di Ceuta è sfuggita di mano al governo spagnolo, che per settimane ha raccontato di una crisi rientrata in 48 ore perché la maggior parte dei migranti entrati il 31 luglio hanno fatto rientro autonomamente in Marocco. Ma di quegli 80.000 ce ne sono ancora tra gli 8.000 e i 10.000, secondo la stima delle autorità di Ceuta, davanti ai quali la Spagna si trova bloccata. Ha assicurato all’Europa che nessuno di quelli sarebbe mai entrato in area Schengen ma non possono restare ancora a Ceuta, dove non ci sono gli spazi per accoglierli. E ovviamente non vogliono nemmeno rientrare in Marocco.

Se non mi cacciano dalla Spagna, resto qui volentieri”, ha dichiarato a El Mundo un 51enne di Tangeri, entrato con i 3 figli in Spagna durante l’invasione, che non ha nessuna intenzione di andare via. Uno dei suoi figli, parlando con il giornalista, dichiara di avere 19 anni ma suo padre lo ferma subito: ne ha 17, deve dire di essere minorenne alle autorità per avere la garanzia di non essere espulso. D’altronde questo è quello che succede spesso quando si tratta di giovani stranieri che hanno da poco superato i 18 anni: dimostrare senza errori che si tratta di maggiorenni, quindi non meritevoli di tutela, è molto complicato. E se esiste un dubbio, si deve sempre presumere che si tratti di minori. Una spiaggia è stata resa completamente inutilizzabile dai migranti che vi hanno creato il proprio accampamento con baracche e oggetti di recupero. Qui vivono anche soggetti già espulsi dall’Europa per aver commesso dei reati ma non vengono fatti uscire da Ceuta.

È evidente che esista un problema in città e che il governo al momento non sia in grado di risolverlo, in quanto da una parte l’Unione europea ha chiaramente detto che non devono essere gli altri Paesi a subire le conseguenze, e dall’altra finora il governo di Sanchez non ha voluto muovere accuse formali al Marocco. Anzi, in queste settimane il Paese nordafricano è stato sempre considerato un partner affidabile per risolvere la crisi, nonostante le dense nubi su alcune situazioni. La Procura spagnola ritiene che vi siano elementi sufficienti per avviare davanti al tribunale dell’Audiencia Nacional un’inchiesta sulla crisi migratoria. La decisione arriva dopo un rapporto inviato al magistrato dal Centro nazionale di Immigrazione e Frontiere (Cenif) della polizia, secondo cui agenti marocchini avrebbero “guidato” e pianificato gli arrivi in massa nell’exclave spagnola in Marocco. E un successivo report della Guardia Civile in cui sostanzialmente si espongono le stesse ragioni.

L’assessore al Bilancio di Ceuta, Kissy Chandiramani, in una riunione a porte chiuse che si è tenuta nella giornata di ieri, avrebbe contestato la ricostruzione del governo, secondo il quale non c’erano state avvisaglie. A riportare l’intervento è stato El Mundo, secondo il quale Chandiramani avrebbe spiegato che “dal 27 luglio chiedevamo al Governo spagnolo la dichiarazione di emergenza di Sicurezza Nazionale, la chiusura del confine, maggiori risorse umane, materiali e tecnologiche, una risposta ferma alla gravità della situazione e la nomina di un responsabile unico. Ci siamo messi in contatto con chi ha l’obbligo di proteggere i propri cittadini, abbiamo avvertito che stava succedendo qualcosa e la risposta è stata chiara: ‘non allarmatevi, è la solita storia di tutte le estati’. Ci hanno detto la stessa cosa il 29 luglio”. Ma poi si sa com’è andata a finire.

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