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Cronaca internazionale

“Fascista e collaborazionista”. La vile aggressione al prof durante una lezione all’università di Liegi

Damien Ernst è stato raggiunto dal lancio di diverse torte, scagliate da soggetti travisati che hanno fatto irruzione in aula accusandolo per le sue posizioni e la collaborazione con Thalès

Aggressione Prof Liegi

L’estrema sinistra avanza in Europa e sta mettendo a dura prova la democrazia. La libertà di pensiero e di parola è compromessa a favore di un orientamento che cerca di imporre il pensiero unico. E chi non si allinea rischia di essere oggetto di violenza, verbale e anche fisica. Lo vediamo nelle piazze italiane, che sono il metro di valutazione più vicino che abbiamo a disposizione, ma il fenomeno è ben più ampio e sta assumendo contorni preoccupanti se si guarda a quanto accaduto in Belgio al professore Damien Ernst, stimato docente di elettromeccanica e figura di riferimento per i media sulle questioni energetiche. Il professore, noto anche per le sue posizioni vicine al Mr (Mouvement Réformateur), la principale forza del centrodestra belga.

Purtroppo, Ernst è da tempo nel mirino della contestazione radicale per le sue posizioni e durante una lezione tenuta all’università di Liegi, è stato improvvisamente accerchiato e bersagliato da un lancio di torte alla panna davanti ai propri studenti. Un gruppo di individui con il volto parzialmente travisato da cappelli e barbe da Babbo Natale si è scagliato contro il docente per poi darsi a una rapida fuga. Durante l’azione gli sono state urlate contro parole come “fascista” e “collaborazionista”. A rivendicare il blitz è stato un collettivo ideologizzato che si autoattribuisce il nome di “vero comitato (popolare) di etica dell’ULiège”, in collaborazione con la Flam (Fronde Liégeoise Anti-Militariste), che ha poi diffuso il filmato sul web. In un comunicato dal tono giustizialista, il gruppo si è vantato del gesto, sostenendo di aver “disturbato in modo pasticciero” il corso e ammettendo che “ci abbiamo preso molto gusto”. Il testo tenta di giustificare l’atto intimidatorio descrivendo l’accaduto come una risposta proporzionata contro il ricercatore, raggiunto da insulti ingiustificabili: “Non ci sembra, così facendo, di aver esagerato molto nella risposta: questo imbecille è una piaga che le torte non fermeranno, che sia chiaro a tutti”.

Tra i motivi dell’attacco ideologico ci sono la sua difesa dell’energia nucleare, gli studi sull’intelligenza artificiale e la collaborazione con l’azienda di difesa Thalès. Ernst, già in passato, è stato costretto a vivere sotto protezione per difendere il diritto di parola e la libertà di ricerca. Ai microfoni di Sudinfo, il professore ha spiegato di aver inizialmente pensato a uno scherzo, “ma quando si sono avvicinati e mi hanno lanciato le torte, lo hanno fatto con una vera violenza. È stata a tutti gli effetti un’aggressione fisica”. Lo stesso professore ha poi rivendicato con trasparenza la bontà del proprio lavoro scientifico e la collaborazione con Thalès, volta a rendere “i suoi razzi più efficaci grazie all’intelligenza artificiale”. Dall’università di Liegi, tramite il rettore, l’aggressione è stata condannata perché “tali atti sono esattamente l’opposto del pluralismo e del rispetto reciproco che ULiège si impegna a incarnare. Questo tipo di assalto non esprime alcuna idea, non avanza alcun dibattito e riduce la riflessione al livello degli istinti primordiali. Un’indagine è in corso e l’Università si riserva il diritto di perseguire azioni legali e, se necessario, disciplinari contro questo atto intollerabile all’interno delle sue mura”.

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