Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre, a Porto-Vecchio, due individui hanno scalato, oltraggiato con gesti sessuali blasfemi e abbattuto la statua della Vergine Maria del rondò del Stabiacciu a Porto Vecchio. Un gesto che non è passato inosservato, che è stato filmato e diffuso sui social dagli stessi soggetti, nati in Francia e in Sud America, perché ha colpito uno dei simboli più cari all’identità cristiana e corsa. La reazione della popolazione, nota per essere molto legata ai suoi simboli e intransigente con chi li offende, non si è fatta attendere e così centinaia di persone sono scese in piazza.
🔴🇫🇷 𝗔𝗟𝗘𝗥𝗧𝗘 — Voici la vidéo non censuré des deux individus qui ont DÉTRUIT la statue de la Vierge Marie sur le rond-point de Stabiacciu, à Porto-Vecchio, en Corse. https://t.co/O9ysvkp5Q5 pic.twitter.com/jUzCibIpmh
— L'Écho Chrétien (@lechochretien) October 1, 2026
Perché in Corsica, toccare la Madonna è considerato come un’offesa all’isola, che non si sente francese e che per questo intende difendere con ogni mezzo a sua disposizione la propria identità. La statua della Vergine è stata sradicata dal suo basamento e abbandonata sull’asfalto nella rotatoria dello Stabiacciu. Le indagini sono state fulminee: i due responsabili, di 21 e 23 anni, lavoratori stagionali sull’isola sono stati intercettati ad appena 200 metri dal luogo del misfatto, alle 3 del mattino, in evidente stato di ubriachezza. E la voce si è sparsa rapidamente, portando quasi l’intera popolazione fuori dalla gendarmerie: nessuna protesta violenta, nessuna guerriglia urbana come si vede in Francia in queste ore. Nel piazzale c’erano famiglie, lavoratori, studenti, anziani e rappresentanti politici locali, tra cui l’ex candidato al Senato e sindaco di Figari, Jean Giuseppi. Il messaggio è stato: tolleranza zero verso chi calpesta le radici spirituali della Corsica. “Questa non è la Francia”, ci hanno tenuto a scandire i corsi, rivendicando il diverso atteggiamento nei confronti di chi prova a offendere la tradizione e la cultura locali. I corsi ci tengono a dissociarsi dai francesi anche e soprattutto da questo punto di vista, considerando la Francia ormai sottomessa e prona, rassegnata alla propria snaturalizzazione.
Davanti alla gendarmerie la protesta è stata simbolica ma molto forte, con un messaggio ben chiaro per chi si è macchiato di questa colpa e per chiunque volesse in futuro riprovarci: il titolare delle pompe funebri locali, aiutato dai residenti, ha condotto uno dei suoi carri funebri davanti alla gendarmerie, per poi estrarre dal bagagliaio una bara vera davanti alle inferriate dell’edificio con i nomi dei presunti responsabili, in modo che loro stessi la vedessero. “Di fronte a un atto di tale gravità, questa è la sola risposta adeguata. La Corsica ha un’anima e un rispetto per il sacro che non permetteremo a nessuno di sgretolare”, hanno dichiarato. “In poche ore abbiamo dato la dimostrazione pacifica, ma fermissima, che la nostra fede popolare, i nostri valori e la nostra visione della vita sono infinitamente più forti della stupidità, dell’inciviltà e dell’odio”, sono state le parole del sindaco Jean-Christophe, che ha rivendicato con orgoglio la reazione della città. L’Europa riparta dalla Corsica.
