L'inchiesta sulla tragedia di Crans-Montana si arricchisce di nuovi elementi. Dall'analisi dei dispositivi elettronici, in particolare il telefono di una dipendente deceduta nel rogo, sono emersi dei messaggi e degli audio a dir poco preziosi per gli inquirenti. Audio in cui vengono menzionati gli sparklers, le candele pirotecniche impiegate nel servizio all'interno del locale, e viene addirittura menzionata l'uscita di emergenza bloccata.
Dettagli importanti, che adesso sono in possesso degli inquirenti.
Uno dei messaggi più inquietanti è certamente quello che riguarda l'uscita di emergenza collocata vicino ai bagni. Nel gruppo WhatsApp dei dipendenti del Le Constellation, c'è un messaggio, attribuito al titolare Jacques Moretti, in cui l'uomo chiede: "Ciao a tutti, volevo sapere se la porta di sicurezza del Constel di fronte ai bagni è ancora bloccata? E se nessuno la usa? Inoltre, le porte del palazzo sono rimaste ancora aperte, bloccate aperte? Spero sempre che non siate voi? Ve l'ho già detto? Confermatemi per favore? Grazie". Era il 21 agosto 2021. La risposta non tarda ad arrivare: "Sì, la porta è sempre bloccata. Sì, ne abbiamo parlato e non si lasciano aperte le porte!". Si tratta proprio di quella porta da cui decine di giovani avrebbero potuto uscire, trovando la salvezza.
Vi è poi un messaggio precedente, del 13 dicembre 2019, in cui Jessica Moretti invita i dipendenti a fare molta attenzione alle candele scintillanti. "Restate fino a quando si spegne perché se cade, sul divano o al suolo, o che loro lo tengono in alto e bruciano la schiuma al soffitto, il Constel brucia...". Un messaggio che oggi fa raggelare il sangue.
Nonostante la pericolosità di quegli strumenti, le candele pirotecniche vengono comunque acquistate, come dimostrato anche da un audio più recente attribuito a Jessica Moretti. "Per quanto riguarda gli sparklers, ne ho ordinati 900", diceva il 6 dicembre 2025.
Sempre in merito alla fornitura, la donna spiegava che gli sparklers andavano presi direttamente in Francia, dal momento che, essendo materiale esplosivo, non potevano essere consegnati in Svizzera.I messaggi, stando a quanto riferito da Tgcom24, sarebbero stati recuperati dallo smartphone di Cyanne Panine, la giovane cameriera morta nel rogo, dopo aver inavvertitamente appiccato l’incendio.