La sinistra europea sta abbandonando il woke per un’alleanza più forte. La sinergia con le forze islamiche è ormai nota ma finora era stata quasi occultata o, comunque, non esposta. Però adesso i tempi per la sinistra sembrano maturi per esplicitare questa vicinanza e anche se in Italia, per il momento, si fanno ancora qualche remora, non si può dire lo stesso in Germania, dove le forze progressiste mostrano cosa accade quando il pragmatismo elettorale supera ogni confine politico del buon senso.
A Neukölln, distretto multiculturale nella zona sud-orientale di Berlino, Spd, Verdi, Linke e Fdp hanno deciso di partecipare a un dibattito elettorale organizzato presso la “Neuköllner Begegnungsstätte” (Nbs), struttura legata a una moschea locale, promosso dal “Rat Berliner Imame”, una rete di venti imam in cui compaiono figure finite sotto l’attenzione dell’intelligence di Berlino per legami con la galassia dei Fratelli Musulmani. La Cdu (partito del cancelliere Friedrich Merz) ha respinto l’invito, confermando la distanza da organizzazioni che promuovono l’islamismo radicato. Christopher Förster, candidato della Cdu a Neukölln ha chiarito la posizione del partito spiegando che “non parteciperemo a questo forum. Spd, Linke e Verdi stanno facendo campagna elettorale con gli islamisti”.
La scelta delle forze di sinistra solleva un tema politico centrale: la legittimazione concessa a gruppi che promuovono l’islam politico, una linea che mira a trasformare le istituzioni democratiche con strumenti pacifici e condizionamenti culturali, spesso sostenuta da finanziamenti esteri provenienti dal Medioriente e dai Paesi del Golfo. “Non dobbiamo credere di avere a che fare con democratici impeccabili. Pertanto non vogliamo valorizzare ulteriormente queste persone attraverso un forum pubblico”, ha aggiunto Förster, spiegando che “con gli islamisti non si discute di democrazia. Gli islamisti, esattamente come altri estremisti, non possono essere partner di processi e discussioni democratici. Al contrario: vanno combattuti ovunque li si incontri”.
Nonostante la moschea e l’imam abbiano respinto le accuse sostenendo la propria aderenza ai valori costituzionali, il centro è rimasto nei report dei servizi di sicurezza fino al 2016 ed è stato rimosso solo dopo un ricorso giudiziario. Ma la Nbs resta sotto l’attenzione degli organi di controllo: gli stessi giudici hanno confermato che la sentenza non limita ulteriori attività di monitoraggio. Anche alcuni esponenti di sinistra si dicono scettici per questo forum, a dimostrazione che esiste un problema. La deputata dei Verdi, Lamya Kaddor ha spiegato di non aver accettato l’invito perché controlla “molto attentamente questi inviti, perché so anche quanto fortemente le persone di questo islamismo legalista, si dice spesso ‘Islam politico’, poi lo utilizzino”, anche per accreditarsi, e dire: “Guarda come andiamo d’accordo con la politica”. Al contrario Linke ha rivendicato la partecipazione: “Il Consiglio degli imam ci ha invitati a un colloquio sul futuro di Berlino e siamo lieti di entrare in dialogo con il Consiglio e gli altri candidati di punta”.
