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Cronaca internazionale

Migranti, la Germania non ha più il primato delle richieste d’asilo: così il Paese si è blindato sospendendo Schengen

Dall’altra parte Italia e Spagna, che hanno confini esterni marittimi, non possono effettuare i respingimenti. L’Ue preferisce sacrificare i movimenti interni che risolvere i problemi di quelli esterni

Merz migranti

L’Unione europea dei due pesi e delle misure si sta esprimendo in tutta la sua forza sul tema delle migrazioni e dei confini. Esiste un profondo squilibrio e incoerenza nell’Unione europea e nell’applicazione del trattato di Schengen, come dimostrano i numeri rilasciati dalla Germania. Infatti, il Paese tedesco dal 2024 ha sostanzialmente sospeso il trattato di Schengen sui suoi confini terrestri, che sono interamente confini interni dell’Unione europea, tranne quello meridionale con la Svizzera, che però è parte del trattato di Schengen.

Grazie a questa sospensione ha potuto abbattere del 50% le domande di asilo, effettuando i respingimenti alla frontiera. Il Paese con il maggior numero di richieste di asilo è ora la Francia con circa 69.000 domande, seguita da Italia con 66.000 e dalla Spagna con 55.000. La Germania segue al quarto posto con circa 54.000, dopo anni in cui ha occupato la prima posizione in questa particolare classifica. Ad agosto 2026 la polizia federale ha registrato il minor numero di ingressi non autorizzati da oltre cinque anni a questa parte.

Dall’altra parte ci sono i Paesi con confini esterni marittimi dell’Unione europea, come l’Italia e la Spagna, che non possono effettuare i respingimenti nei loro confini esterni e si trovano di conseguenza a dover contrastare l’immigrazione irregolare con armi spuntate. Al di là del caso di Ceuta, infatti, la Spagna sta registrando da un po’ di anni un incremento di ingressi alle isole Canarie, così come l’Italia continua a subire la pressione da sud derivante dai barconi che partono dalla Libia. Per ragioni di sicurezza non è possibile effettuare i respingimenti marittimi e quindi chi entra deve essere messo nelle condizioni di avanzare la domanda di asilo e di ricevere un sostentamento per tutto il periodo durante il quale la domanda è in lavorazione.

Quindi i Paesi con confini marittimi scontano la propria geografia senza poter intervenire direttamente e a questo si aggiunge il trattato di Dublino, il quale prevede che l’unico Paese responsabile delle domande di asilo sia quello di primo ingresso. In questo modo penalizzano ulteriormente i Paesi meridionali. E quando l’Italia ha rafforzato le sue frontiere con la Spagna, quindi inserendo i controlli sui confini aerei e marittimi interni, in Europa si è sollevata la polemica. Perché l’Italia è stata criticata per la sospensione interna di Schengen, mentre la Germania da quasi due anni può tenere blindati i propri confini? È l’evidenza di un’Europa che per comodità sacrifica la libera circolazione interna dei propri cittadini, pilastro della sua fondazione, ma resta totalmente incapace di trovare una soluzione coordinata per la difesa dei propri limiti esterni.

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