Ieri mattina, appena saputo del tetto carburanti, con Eni e Ip che bloccavano la benzina a 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro, ci siamo subito fiondati alla stazione di servizio più vicina.
E mentre una parte dell’opinione pubblica denunciava la vergognosa manovra elettorale del governo, noi ne dovevamo fare una con l’auto per schivare i manifestanti che protestavano contro il provvedimento, tra cartelli con slogan Meloni dimettiti, Ridateci i prezzi alti, No alle classi ghetto (“Ma questo che cazzo c’entra?”, “Ma no, così: tanto per lamentarsi di qualcosa”).
Comunque, in attesa di un premier di sinistra che distribuisca il carburante gratis, noi su un pieno abbiamo risparmiato dieci euro. Calcolando moglie e due figli, se ci andiamo tutti e quattro due volte abbiamo già pareggiato il bonus Renzi di 80 euro. Ancora un rabbocco e ti mandiamo un bonifico con la differenza, Matteo.
Alla fine, però, i più intelligenti sono stati Bonelli&Fratoianni. Li abbiamo visti sulla Nomentana che andavano a fare benzina dove costava 2,20. Loro sì che sanno come fregare ’sto governo.
Va bene, dai. Per oggi è andata. Il più è che da domani non ci si mettano di mezzo i sindacati. Sembra che vogliano proclamare uno sciopero per difendere i consumatori contro i soprusi delle multinazionali che abbassano i prezzi della benzina. Speriamo almeno, per evitarci un doppio disagio, che ne facciano uno unico con quello per chiedere il ripristino del bollo auto.
