Si aggrava il bilancio della catastrofe che ha colpito l’area himalayana al confine tra Nepal e Tibet. In Nepal le vittime sono salite a 750 e i dispersi sono oltre 3mila dopo la violenta alluvione e il distacco di una parte di ghiacciaio. Sul versante tibetano resta alta l’allerta: una nuova frana, individuata con un drone vicino al valico di Gyirong, ha costretto i soccorritori a trasferirsi in una zona sicura e ha creato un nuovo sbarramento naturale lungo il fiume Puruoqiang Zangbu in Tibet.
Più di 800 morti, ma se ne attendono altri
Sale a più di 800 vittime il bilancio in Nepal, più precisamente 804. Ci si aspetta che nelle prossime ore possano aumentare ancora.
Salgono a 797 i morti nell'alluvione, 3.048 i dispersi
Sale a 797 morti il bilancio provvisorio della devastante alluvione che mercoledì scorso ha colpito il Nepal al confine con la Cina. Nel dettaglio i morti sono 781 in Nepal e 16 in Cina, mentre le persone ancora disperse sono rispettivamente 2.502 e 546. Il numero totale di dispersi è quindi di 3.048.
Kathmandu, intensificati i soccorsi nel tunnel della centrale Upper Trishuli
Sono stati intensificati gli sforzi per soccorrere le persone rimaste intrappolate nel tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli 3A, nel distretto di Nuwakot, dopo le devastanti alluvioni che hanno colpito il Nepal. “Gli sforzi per soccorrere le persone intrappolate all’interno del tunnel dell’Upper Trishuli 3A Hydropower Project sono stati intensificati, compresi i tentativi degli ingegneri dell’esercito nepalese di effettuare operazioni di brillamento”, ha riferito il ministero dell’Energia. Secondo il Kathmandu Post, l’esercito ha individuato la parte superiore del tunnel dopo tre giorni di lavori e ha aperto un varco di circa 60 per 90 centimetri. Una squadra è riuscita a entrare utilizzando delle corde, ma dall’interno non è arrivata alcuna risposta. I soccorritori stanno cercando di portare mezzi pesanti e ampliare l’apertura attraverso operazioni di brillamento. L’esercito stima che almeno 35 persone possano essere intrappolate nel tunnel di Trishuli 3A. Il governo nepalese afferma che più di 100 operai potrebbero essere ancora vivi e intrappolati nei tunnel di diversi impianti idroelettrici, con gli sforzi concentrati sui siti di Trishuli 3A e 3B. La cifra chiarisce una discrepanza rispetto alle informazioni diffuse nei giorni scorsi: i circa 100 lavoratori erano stati indicati come intrappolati nel solo tunnel di Trishuli 3A, mentre nelle informazioni diffuse oggi il dato di oltre 100 si riferisce ai lavoratori ancora intrappolati nei diversi tunnel degli impianti. Per il solo 3A, la stima dell’esercito è ora di almeno 35 persone. Nel complesso, 933 lavoratori dei progetti idroelettrici risultano dispersi, secondo i dati delle autorità.
Polizia Nepal, il bilancio dell'alluvione sale a 788 morti
È salito a 788 il bilancio delle vittime delle devastanti alluvioni provocate dal fiume Bhotekoshi nel distretto di Rasuwa, in Nepal. Lo riferisce Nepal News citando la polizia nepalese. I corpi recuperati sono 264 nel distretto di Chitwan, 194 a Nawalparasi (Bardaghat Susta East), 120 a Nawalparasi (Bardaghat Susta West), 58 a Gorkha, 52 a Nuwakot, 50 a Dhading, 37 a Tanahun e 13 a Rasuwa. Secondo la National disaster risk reduction and management authority (Ndrrma), inoltre, 2.502 persone risultano ancora disperse. Tra queste figurano 25 agenti della polizia, 45 militari dell’esercito e 13 membri della polizia armata, oltre a 933 lavoratori di progetti idroelettrici. Finora, secondo la Ndrrma, 8.730 persone sono state tratte in salvo.
Il bilancio dei morti sale a 768, oltre 3.000 i dispersi
Nuovo bilancio per le vittime della tragedia naturale in Nepal, salgono a 768 i morti e oltre 3mila i dispersi.
Sale a 752 morti il bilancio dlela frana, oltre 2.500 dispersi
E’ salito ad almeno 752 morti il bilancio delle vittime della frana causata dal collasso di un ghiacciaio himalayano nella zona di confine tra Nepal e Tibet. Lo ha reso noto l’Autorità nazionale nepalese per la riduzione e la gestione del rischio di disastri, il cui bilancio precedente parlava di 734 decessi. L’agenzia ha aggiornato al rialzo anche il numero delle persone scomparse, parlando di 2.502 dispersi, rispetto alle 2.498 del bilancio precedente.
Bimba di 6 anni tratta in salvo, sotto le macerie per 60 ore
Una bambina di sei anni è stata tratta in salvo a Timure, in Nepal, dopo essere rimasta sepolta sotto le macerie di un edificio crollato per circa 60 ore. Lo hanno reso noto gli agenti della Polizia del Nepal, spiegando di aver sentito le grida di Manisha Tamang e di averla tratta in salvo. La polizia ha condiviso il video del salvataggio e le immagini degli agenti che si prendevano cura della bambina e le davano da mangiare.
Cina rivela la nazionalità di 261 dispersi in Tibet dopo la frana
Le autorità cinesi hanno rivelato, per la prima volta dalla frana di mercoledì al confine tra Nepal e Tibet, le 23 nazionalità dei 261 stranieri che risultano ancora dispersi su un totale di 546 persone. Si tratta di 104 cittadini dal Nepal, 49 dall’India, 33 dalla Lettonia, 18 dagli Stati Uniti, 15 dal Regno Unito, 6 dal Canada e 6 dall’Australia, 4 dal Sudafrica, 3 dalla Russia, 3 dalla Malaysia e 3 dalla Germania. Nell’elenco figurano anche 2 cittadini dai Paesi Bassi, 2 dalla Nuova Zelanda, 2 dall’Estonia, 2 dalla Francia e 2 dall’Irlanda. Infine risulta un disperso dalla Finlandia, uno dalla Lituania, uno dal Portogallo, uno dall’Ucraina, uno dalla Spagna, uno dall’Ungheria e uno dal Kazakistan. Le relative ambasciate sono state informate, ha detto un funzionario cinese nel corso di una conferenza stampa.
Il Dna delle vittime non identificate verrà conservato prima della sepoltura
Il Nepal conservera’ campioni di Dna e altre informazioni utili all’identificazione delle vittime i cui corpi non possono essere riconosciuti, prima della loro sepoltura da parte dello Stato, ha dichiarato il primo ministro Balendra Shah. La decisione giunge mentre il bilancio delle vittime del disastro che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet ha superato quota 680 e quasi 3 mila persone - tra cui almeno 540 cittadini stranieri - risultano ancora disperse: circa 2.426 in Nepal e 546 nella contea tibetana di Gyirong.
Nuova frana in Tibet, soccorritori trasferiti in zona sicura
I soccorritori impegnati nelle operazioni nei pressi del valico di Gyirong, in Tibet, sono stati trasferiti in un luogo sicuro dopo il rilevamento di una nuova frana nell’area colpita dal disastro. Lo ha riferito il ministero cinese per la Gestione delle Emergenze. Secondo il ministero, nella serata di ieri un drone di monitoraggio ha rilevato una frana a circa 2,8 chilometri a valle del lago barriera formatosi sul fiume Puruoqiang Zangbu. La frana ha creato un nuovo sbarramento naturale, con la conseguente formazione di un nuovo lago barriera.
Il ministero per la Gestione delle Emergenze ha quindi convocato rapidamente esperti per analizzare e valutare la situazione e, per garantire la sicurezza delle operazioni di soccorso, ha trasferito il personale impegnato nei lavori nei pressi del valico di Gyirong in una zona sicura. Il ministero ha inoltre spiegato di aver inviato droni da ricognizione e droni ad alta capacità di carico per monitorare continuamente l’evoluzione del lago barriera e assistere le autorità locali nelle operazioni di soccorso e di gestione dell’emergenza.
Nepal: bilancio morti sale a 750, oltre 3mila dispersi
Il bilancio dei morti del disastro naturale in Nepal è salito a 750 morti. Secondo le autorità - come riportano i media locali - i dispersi sono oltre 3mila. Una violenta alluvione e un pezzo di un ghiacciaio himalayano si sono abbattuti quattro giorni fa all confine tra Nepal e Tibet.
Nepal, il bilancio sale a 734 morti e 2.498 dispersi
Il bilancio provvisorio delle inondazioni in Nepal, al confine con la Cina, è salito a 734 morti e 2.498 dispersi. Lo ha annunciato oggi l’autorità nepalese incaricata della gestione delle emergenze. I media statali cinesi hanno a loro volta riportato un bilancio di 16 morti e 546 dispersi sul proprio territorio, portando il totale delle vittime della catastrofe a 750 morti e 3.044 dispersi.
Il bilancio in Cina sale a 16 morti e 546 dispersi
Il bilancio delle devastanti inondazioni nell’Himalaya è salito, sul versante cinese, a 16 morti e 546 dispersi. Lo riferisce oggi l’emittente televisiva statale Cctv. Il bilancio totale della catastrofe sale così a 691 morti. Le autorità nepalesi hanno registrato, sul loro versante, almeno 675 vittime.
