Proprio perché conosciamo i vizi del nostro sistema informativo, da sempre preferiamo affidarci a quello che è il modello di riferimento del giornalismo anglosassone: il Time. E infatti abbiamo letto anche il nuovo numero, quello che dedica la copertina ai rischi dell’Intelligenza artificiale: una schermata di una chatbot in cui un utente pone l’inquietante domanda: “Quanto sei pericoloso?”. Immaginiamo la risposta. Per altro, visto che nulla nei giornali è più inedito del già edito, è dal 2023 che l’autorevole magazine ci avverte che l’Ia porrà fine all’umanità...
Del resto, scorrendo le varie copertine di Time, scopriamo che nel 1999 il Millennium Bug - titolo: “The End of the World” - avrebbe trasformato ogni elettrodomestico in un’arma contro gli uomini. Nel 2003 la Sars avrebbe annientato la civiltà. Nel 2004 ci avrebbe pensato l’influenza aviaria (nel 2012 il dubbio invece era che i Maya avessero ragione, e allora ci saremmo rivisti all’Inferno). Nel 2014 a sterminarci era l’Ebola. Nel 2016 il virus Zika delle zanzare. Nel 2020 il Covid. E ora l’intelligenza artificiale. Nel mezzo: tre volte i ghiacci che si sciolgono, due volte invece “The Big Freeze”, “Il grande gelo”, poi il sovraffollamento del pianeta, la scomparsa delle api e anche gli alieni, quando il Pentagono declassificò i documenti sugli Ufo.
Mancano le locuste e la morte dei primogeniti.
La domanda - “A che ora è la fine del mondo?” - è sempre quella. La risposta, anche: “Domani”. Che ci va bene. C’è giusto il tempo per disdire l’abbonamento a Time.
