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Retrogusto

Il viaggio di un Barolo dalle Langhe a Bangkok

Una bottiglia del 1945 di Marchesi di Barolo è stata regalata a J.S. Uberoi, fondatore e presidente del Bangkok International Festival of Dance and Music in occasione della visita in Thailandia del presidente del Piemonte Cirio. Un evento che ha unito diplomazia, cultura e vino, accorciando le distanze di spazio e tempo

barolo

Ottantuno anni in bottiglia e qualche migliaio di chilometri da percorrere: dalla Langa a Bangkok. È il viaggio decisamente fuori dall’ordinario compiuto da un Barolo del 1945 di Marchesi di Barolo, scelto come omaggio a J.S. Uberoi, fondatore e presidente del Bangkok International Festival of Dance and Music, in occasione della visita in Thailandia del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

L’incontro con la famiglia reale thailandese e con Uberoi ha fornito l’occasione per mettere insieme diplomazia, cultura e vino, con il Barolo nel ruolo di ambasciatore piemontese. La famiglia Abbona, proprietaria di Marchesi di Barolo e legata da una lunga amicizia alla figlia di Uberoi, ha pescato per l’occasione nella collezione storica dell’azienda. E non un’annata qualsiasi: proprio il 1945, anno di nascita dello stesso Uberoi.

Una coincidenza anagrafica trasformata così in regalo, ma soprattutto in racconto. Uberoi è una figura importante della vita culturale thailandese: il Festival da lui fondato, posto sotto il patronato reale, porta da oltre vent’anni a Bangkok artisti e compagnie internazionali della danza e della musica. Dall’altra parte c’è un vino che di anni sulle spalle ne ha ancora di più e che arriva dalle cantine nelle quali si conserva una parte consistente della memoria enologica delle Langhe.

La collezione storica di Marchesi di Barolo comprende infatti bottiglie e annate rare custodite nelle antiche cantine del paese. È anche attraverso questo archivio liquido che si può leggere la storia di un vino nato nella prima metà dell’Ottocento e destinato a diventare uno dei nomi italiani più conosciuti nel mondo. Nel 1929 le cantine dei Marchesi di Barolo furono acquistate dalla famiglia Abbona, che oggi, arrivata alla sesta generazione, continua a guidare l’azienda.

Nel caso thailandese, però, non si tratta soltanto di una bottiglia arrivata da molto lontano per una circostanza istituzionale. Marchesi di Barolo lavora infatti su quel mercato da oltre vent’anni e nel tempo ha costruito una presenza stabile nel Paese. La Thailandia è diventata così uno degli sbocchi asiatici dell’azienda e, più in generale, uno dei mercati nei quali la cultura del vino italiano ha trovato negli ultimi decenni un pubblico sempre più curioso e interessato.

«Siamo onorati che la presidenza della Regione Piemonte abbia pensato a noi per celebrare una persona e una storia così importanti» commenta la famiglia Abbona. «Una bottiglia della nostra collezione storica non è soltanto preziosa: è memoria, è il racconto di un territorio e di un sapere che si tramandano da decenni. Il fatto che sia giunta nelle mani di Mr. Uberoi rende questo dono ancora più speciale. E ci piace pensare che rappresenti anche il legame che Marchesi di Barolo ha costruito negli anni con la Thailandia, fatto di cultura e passione per il vino».

Il Barolo 1945 ha dunque lasciato per una volta il silenzio delle cantine di Langa per finire dall’altra parte del mondo. Più che il valore economico, conta qui quello simbolico: mettere in comunicazione due storie nate nello stesso anno, quella di un uomo e quella di una vendemmia. E ricordare che certe bottiglie, prima ancora di essere bevute – ammesso che qualcuno abbia il coraggio di stapparle – servono soprattutto a raccontare il tempo che passa.

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