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In Texas la Bibbia entra nelle letture obbligatorie a scuola

Dal 2030 oltre 5 milioni di studenti delle scuole pubbliche leggeranno passi delle Sacre Scritture

In Texas la Bibbia entra nelle letture obbligatorie a scuola
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Il Texas compie un passo destinato a pesare ben oltre i suoi confini. Il Consiglio statale per l'istruzione ha approvato una nuova lista obbligatoria di letture che, per la prima volta nella storia dello Stato, impone l'inserimento di brani della Bibbia nel percorso scolastico di tutti gli studenti delle scuole pubbliche.

La riforma interesserà oltre 5,5 milioni di alunni e sarà introdotta gradualmente, iniziando dalle scuole elementari nell'anno scolastico 2030-2031. Si tratta di una decisione che arriva al termine di mesi di acceso dibattito politico e culturale e che si inserisce nel più ampio movimento americano favorevole a un ritorno della religione nello spazio pubblico.

Il primo Stato americano a rendere obbligatori i racconti biblici

Con il voto del Board of Education, il Texas diventa il primo Stato americano a prevedere una lista di letture obbligatorie comprendente numerosi passi della Bibbia per l'intero sistema scolastico pubblico. L'elenco nasce dall'applicazione di una legge approvata nel 2023 che imponeva la definizione di almeno un'opera letteraria obbligatoria per ogni livello scolastico, ma la versione definitiva va molto oltre quel requisito, includendo in alcuni casi decine di testi.

Fra i racconti previsti figurano episodi molto noti come Davide e Golia, il Libro di Giobbe, diverse parabole del Nuovo Testamento e altri brani delle Scritture, utilizzati insieme a classici della letteratura occidentale. Le letture entreranno anche nei programmi oggetto delle valutazioni standardizzate statali.

Secondo la maggioranza repubblicana del Board, l'obiettivo non sarebbe quello di impartire un insegnamento religioso, bensì di fornire agli studenti gli strumenti per comprendere il ruolo che la tradizione giudaico-cristiana ha avuto nella formazione della cultura, della letteratura e della storia americana. I promotori sostengono che la Bibbia rappresenta un testo fondamentale per interpretare numerose opere della civiltà occidentale e il suo studio avrebbe quindi una finalità culturale e non confessionale.

Le accuse dei critici

La decisione ha però provocato una reazione immediata da parte di associazioni per le libertà civili, studiosi delle religioni, insegnanti e rappresentanti di diverse confessioni religiose. Uno dei principali rilievi riguarda la composizione della lista. Diversi osservatori sottolineano infatti che i testi biblici selezionati provengono prevalentemente da traduzioni protestanti, in particolare dalla King James Version e dalla English Standard Version, mentre risultano assenti testi sacri appartenenti ad altre tradizioni religiose e perfino traduzioni cattoliche della Bibbia. Secondo numerosi accademici, questa scelta rischia di privilegiare una specifica interpretazione del cristianesimo in un sistema scolastico frequentato da studenti appartenenti a fedi molto diverse.

Le organizzazioni contrarie sostengono inoltre che una lista obbligatoria così ampia riduca l'autonomia degli insegnanti e possa entrare in tensione con il principio costituzionale della separazione tra Stato e religione, tema che negli Stati Uniti è stato oggetto di numerose sentenze della Corte Suprema nel corso degli ultimi decenni.

Una battaglia culturale destinata a fare scuola

La riforma approvata ad Austin non rappresenta un episodio isolato. Negli ultimi anni il Texas è diventato uno dei principali laboratori di politiche educative, con iniziative che spaziano dall'introduzione di programmi scolastici ispirati ai valori giudaico-cristiani fino al rafforzamento dell'insegnamento della storia americana e del ruolo della religione nella nascita del Paese.

Parallelamente, il Board dell'istruzione sta rivedendo anche i programmi di storia e studi sociali, con un maggiore spazio dedicato alla storia del Texas, alla civiltà occidentale e all'influenza del cristianesimo, mentre alcuni temi legati alla diversità culturale e alla storia globale vengono ridimensionati o rinviati nelle scuole superiori.

Gli osservatori ritengono che le decisioni adottate nello Stato possano avere effetti ben oltre i suoi confini, considerando il peso del Texas nell'editoria scolastica e nella definizione dei materiali didattici utilizzati anche in altri Stati americani.

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