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Iran, il Senato Usa vota contro Trump. E lui: "Inopportuno e insensato". WSJ: "Il tycoon ha sempre meno amici"

Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha approvato una risoluzione che lo impegna a ritirare le forze militari Usa dal conflitto con l'Iran. Per il Wsj Donald ha sempre meno amici anche tra i leader nazionalisti europei

Diretta Iran, il Senato Usa vota contro Trump. E lui: "Inopportuno e insensato". WSJ: "Il tycoon ha sempre meno amici"
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Un voto "inopportuno e privo di significato". Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato ieri contro il tycoon. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare... e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto Trump sul suo social Truth.

Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.

Trump contro compagnie petrolifere, non abbassano prezzo alla pompa

"Le grandi compagnie petrolifere non stanno abbassando i prezzi alla pompa in proporzione al drastico calo dei prezzi del petrolio. I prezzi stanno crollando a picco! In altre parole, i consumatori vengono derubati". Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump. "Ho dato istruzioni al Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente un'indagine. I prezzi della benzina devono iniziare a scendere molto più velocemente di quanto stia accadendo!", ha aggiunto.

La rabbia di Trump

"Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare, disposto a darci praticamente qualsiasi cosa, e che, per la prima volta in decenni, rispetta gli Stati Uniti e il suo Presidente, IO, e il Senato degli Stati Uniti decide di votare in modo inopportuno e insensato sulla legge sui poteri di guerra dicendo al principale sponsor del terrorismo al mondo che agli Stati Uniti non piace quello che sto facendo loro, e che devo fermarmi, e così facendo ho fornito aiuto e conforto al nemico". Lo ha scritto su Truth il presidente americano, Donald Trump, dopo il voto del Senato che ha approvato una risoluzione dove lo impegna a ritirare le forze militari Usa dal conflitto con l'Iran. "Quattro repubblicani perdenti hanno votato con i democratici. Questi senatori mi hanno appena reso il lavoro più difficile, ma lo farò, in un modo o nell'altro, perché lo faccio sempre!", ha aggiunto.

Wsj", Trump ha sempre meno amici anche tra i leader nazionalisti europei

I recenti attacchi rivolti pubblicamente dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni evidenziano le crescenti difficoltà dei leader della destra nazionalista europea nel mantenere una vicinanza politica con Trump. E' quanto si legge in un articolo del quotidiano statunitense "Wall Street Journal", che evidenzia come secondo analisti e sondaggi Trump sia oggi fortemente impopolare in Europa, anche tra parte degli elettori dei partiti conservatori e sovranisti. In Regno Unito, il sostegno di Nigel Farage a Trump è emerso nei sondaggi come principale elemento di critica degli elettori al partito Reform UK. In Francia Marine Le Pen ha preso le distanze dal presidente Usa, mentre in Germania il partito Alternativa per la Germania ha criticato l'inquilino della Casa Bianca per la gestione della guerra con l'Iran. 

Qatar: no a pedaggi a Hormuz, è nostro unico corridoio marittimo

 Il Qatar si opporrà a qualsiasi piano iraniano di imporre tariffe nello Stretto di Hormuz. "Questo è contrario al protocollo internazionale. Per un Paese come il Qatar, è il nostro unico corridoio marittimo", ha affermato il premier di Doha, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, in un'intervista al Financial Times. "Se gli iraniani propongono un modello, devono argomentarlo e noi dobbiamo esaminarlo. Non possiamo accettare una situazione o una condizione in cui la nostra porta d'accesso al mondo sia controllata", ha aggiunto.

Aiea: le ispezioni ai siti iraniani ci saranno

Il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi ha fatto sapere che gli ispettori dell'agenzia visiteranno i siti di arricchimento dell'uranio iraniano, un elemento chiave dell'accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. Lo scrive Times of Israel. Durante una conferenza stampa presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, Grossi ha sottolineato che l'accordo "stabilisce esplicitamente che le attività nucleari che verranno svolte in relazione agli impianti di materiale nucleare saranno supervisionate dall'Aiea, in ogni sua parte", ha affermato. E ha aggiunto: "Ovviamente, per farlo, dobbiamo effettuare delle ispezioni. Che avvengano dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni, è importante, ma non essenziale. Avverranno". 

Trump critica il Senato

Un voto "inopportuno e privo di significato". Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato ieri contro il tycoon. "Quindi, ho l'Iran alle corde, pronto a crollare... e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act", ha scritto Trump sul suo social Truth. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.

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