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Cronaca locale

Cortei, la protesta va in tangenziale

In 10mila attesi per lo sciopero Usb, tragitto spinto in periferia. L’incognita dei ragazzi convocati via chat e mascherati alla vigilia di Halloween

Italian army paratroopers patrol the area around Milan's Duomo Cathedral, Italy, Saturday, Oct. 24, 2026, ahead of expected protests against the rising cost of living and deteriorating public services during one of several protests in Italy organized by groups across the political spectrum. (AP Photo/Antonio Calanni)

Dicono «blocchiamo tutto», che è uno slogan perfetto perché non impegna a niente. L’Usb, che è un sindacato e quindi ha il vizio della precisione, ha chiarito: si blocca la città «fino alle tangenziali». Plurale ottimista. Nei fatti è una sola, la Est.

Gli appuntamenti di oggi sono alle 9.30 in piazza Leonardo da Vinci per studenti e collettivi e alle 10 in Duca d’Aosta per il corteo sindacale. I due spezzoni si saldano a Loreto, poi via Padova fino a Crescenzago. Le presenze attese sono 10mila, il centro è blindato.

Il dress code, però, l’hanno deciso altri. Siccome è la vigilia di Halloween, mercoledì pomeriggio il Lambretta ha organizzato un «Dolcetto o scherzetto?» per dipingere gli striscioni e invita tutti a sfilare con il «miglior costume». Il 17 ottobre in piazza c’erano Spiderman e Dante Alighieri, e nessuno ha capito chi guidasse chi. Su TikTok si vota quale personaggio debba mettersi in testa alla folla, perché a Parigi ha funzionato la Pantera Rosa e Milano non può essere da meno. In piazza Leonardo il Cogu, sindacato del «cognitariato» nato a luglio, raduna lo «spezzone cosplayer»: si beve e si balla, con editor e bibliotecari, contro l’intelligenza artificiale e il carovita. Il bibliotecario vestito da elfo che marcia contro l’algoritmo è l’immagine della stagione.

Poi ci sono quelli che scrivono. Il collettivo Deriva 20132 ha indirizzato una lettera aperta alla «Cara Italia», chiusa dal gioco di parole su un’Italia troppo cara: ottimo jingle, peccato che lo spot non venda niente. Il Cantiere e i Riot Maker si definiscono «la generazione maranza». Scrivono che strappare quindici anni di vita a un ragazzo non lo renderà migliore e firmano: «adeguatevi». Per chi teme di arrivare tardi, sui social gira l’invito a dormire in Statale, aula 211, occupata. L’occupazione come ostello.

Il problema, per chi deve garantire l’ordine, è che una festa in maschera è il travestimento perfetto. Il 17 e 18 ottobre i ragazzini erano in tuta nera e passamontagna, con il telefono acceso per la diretta. Oggi una maschera horror non è sospetta, è di stagione. Sala aveva previsto «un’altra giornata calda». Piantedosi parla di convocazioni via social «molto insidiose». Ci saranno identificazioni lungo il percorso, la Digos sulle chat e i 500 militari del rinforzo.

E poi c’è la tangenziale. Il 3 ottobre 2025, al corteo per la Flotilla, il «patto» era entrare dalla rampa di Lambrate e uscire subito. Finì con centinaia di incappucciati e ore di scontri fino a Cascina Gobba. Sabato è filato tutto liscio, ma sabato mancava un traguardo. Oggi c’è: ha quattro corsie e porta in autostrada. E un maranza vestito da Pantera Rosa, in tangenziale, resta un problema di ordine pubblico.

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