Da quasi vent’anni un progetto offre a ragazzi e ragazze la possibilità di affiancare in turni di servizio gli operatori delle Forze dell’ordine, del 112 e della Polizia locale per scoprire il dietro le quinte della gestione di emergenze e sicurezza. Quest’anno, con un protocollo interministeriale Viminale-Mit per la sperimentazione nazionale di «Giovani On The Road», durante la settimana del Meeting di Cl a Rimini sono stati coinvolti trenta over 16 con il coordinamento della Prefettura di Rimini. Per quattro di loro l’esperienza è stata ancora più speciale, visto che hanno accompagnato la Polizia stradale nella scorta a papa Leone XIV in occasione della sua visita.
Tra questi anche Emma, originaria della Bergamasca che è riuscita anche a stringere la mano al Pontefice. La giornata era cominciata presto, con la ricognizione insieme alla Stradale. Insieme hanno atteso che il Papa atterrasse e l’hanno aspettato fino alla fine della visita. «Quando è uscito dal Meeting, siamo riusciti a incontrarlo: lì ho potuto dargli la mano e ringraziarlo, ero molto emozionata perché non mi aspettavo potesse succedere una cosa del genere» racconta Emma. Successivamente i giovani «arruolati» hanno accompagnato il Papa insieme alla sua scorta fino alla Cattedrale di Rimini. «Poi - aggiunge Emma - l’abbiamo seguito fino al porto, continuando a tenerlo d’occhio e lo abbiamo scortato fino all’elicottero». Prima avevano anche incontrato i piloti dell’Aeronautica: «Vederli mi ha incuriosito, ora sono quasi tentata di intraprendere questa strada». Non a caso, in questi quasi 20 anni di progetto tanti giovani che hanno vissuto questa esperienza sono poi diventati infermieri, medici, poliziotti, carabinieri o sono entrati nella Guardia di Finanza. Durante la settimana al Meeting, Emma ha lavorato anche al fianco del personale della Motorizzazione civile. Un giorno, invece, è salita a bordo di una nave della Guardia costiera seguendo da vicino i controlli in mare. «La stretta di mano tra Emma e il Santo Padre è stato un momento che racchiude tutto il senso della nostra esperienza: servizio, responsabilità, giovani e valori di vita» sottolinea Alessandro Invernici, vicepresidente e fondatore dell’associazione «Ragazzi On the Road» presieduta da Egidio Provenzi. Un momento di orgoglio anche per Regione Lombardia che, insieme ai Comuni, investe su questo progetto nato proprio qui nel 2007, come ha evidenziato la sottosegretaria a Sport e Giovani Federica Picchi: soltanto quest’anno sono già stati coinvolti 380 ragazzi lombardi. E una delle novità dell’iniziativa riguarda la possibilità per le scuole di convertire alcune sospensioni disciplinari in affiancamenti sul campo. «I ragazzi, quando sono in turno, spengono i cellulari - prosegue Invernici - e li riaccendono a fine servizio, se tutto va bene. Perché se sono su una pattuglia e all’ultimo minuto arriva un’emergenza, anche loro non possono sottrarsi. E alla fine anche i ragazzi chiamano colleghi gli operatori delle Forze dell’ordine». I riscontri ci sono: l’associazione ha raccolto sul sito più di 3mila candidature. «Questo progetto - conclude Invernici - nasce da un’intuizione: meno lezioni sulla realtà e più realtà che diventa lezione: abbiamo smesso di parlare ai giovani delle istituzioni e abbiamo cominciato a portarceli dentro. Senza filtri».
