Come componevano i temi i nostri genitori? E i nonni? E di cosa parlavano? Il Museo dei quaderni di scuola - scrigno senza tempo custodito in via Broletto 18 e visitabile su prenotazione - inaugura i laboratori nelle scuole, «per tenere vivo il dialogo generazionale tra i banchi».
Il museo apre la propria sede milanese nell’aprile del ’24 mettendo a disposizione degli insegnanti i quaderni delle generazioni passate. Il direttore e curatore Thomas Pololi cattura l’attenzione dei bambini «stimolando un’empatia immediata con la memoria storica. È un modo originale per appassionare gli studenti partendo dalle parole scritte dai loro coetanei del passato».
Due i laboratori proposti quest’anno: «I bambini di oggi incontrano i bambini di ieri», i temi scolastici del passato vengono letti in classe insieme ai loro stessi autori (oggi adulti). Un incontro dove gli alunni, ponendo domande agli «ex bambini», riscoprono un’infanzia lontana ma ricca di parallelismi. Adatto a: classi 4° e 5° primaria e le secondarie di I grado. E «I quaderni di Milano» che offre una lettura delle trasformazioni urbane, dal boom economico all’inquinamento, dal traffico alla socialità, attraverso i temi scritti dai giovani milanesi di un tempo. Uno spunto per stimolare i ragazzi a immaginare e costruire la Milano del futuro. Adatto a: classi 4° e 5° primaria e le secondarie di I grado. Per le scuole interessate il modulo di richiesta è su museoquaderni.it/scuole. Al museo sono esposti i quaderni delle guerre: durante i bombardamenti, molti vennero sfollati, e i diari che parlano di sogni e di paure di quell’età, le stesse di oggi.
