Ci sono ladri e ladri. Ci sono quelli che studiano i turni delle guardie giurate per settimane, e ci sono Davide Sainovich e Vincenzo Rao, 61enni, che martedì notte hanno deciso di rapinare la villa di un conte come se fosse il 1975 e nessuno avesse ancora inventato l’antifurto.
La villa in questione è quella del conte Marcello Castelbarco Albani, alla Sforzesca, la frazione di Vigevano (Pv) che Ludovico il Moro volle come tenuta di delizie e che oggi, evidentemente, continua a fare gola, solo che i pretendenti sono un po’ meno raffinati del duca di Milano. Poco dopo le tre del mattino i due insieme a un terzo complice si sono presentati forzando una porta finestra sul giardino. Peccato che il ventunesimo secolo, nel frattempo, sia arrivato anche in provincia di Pavia: l’effrazione ha fatto scattare l’allarme, la custode ha chiamato la polizia, e la festa è finita prima ancora di cominciare.
Non che i tre lo sapessero. Convinti di avere tutto il tempo del mondo, hanno pure trovato il ripostiglio dove il conte custodiva orologi e gioielli, li hanno infilati con cura in due sacchetti, e si sono goduti quei minuti di illusione che precedono sempre l’arrivo delle «Volanti». Gli agenti del commissariato di Vigevano li hanno sorpresi in flagranza: due bloccati sul posto, il terzo dileguatosi nelle campagne intorno, dov’è complicato sparire quando ogni cascina conosce ogni altra cascina.
Sainovich e Rao hanno passato la notte in commissariato, e ieri pomeriggio hanno fatto il tragitto che tanti prima di loro avevano atto senza imparare nulla dall’esperienza altrui: quello verso il tribunale di Pavia, dove alle 14 li aspettava il processo per direttissima, il rito più veloce riservato a chi si fa cogliere con le mani nel sacco.
La refurtiva è tornata al suo posto, riconsegnata alla custode che con una telefonata tempestiva ha fatto più di quanto abbiano fatto i due con tutta la loro pianificazione. Resta la villa, che di furti ne ha visti altri e continuerà a vederne: finché ci saranno gioielli nei ripostigli delle case di campagna, ci sarà sempre qualcuno convinto che una vecchia porta finestra sia ancora la porta più debole del sistema.
