Le forze dell’ordine stanno indagando su quanto accaduto lunedì scorso nel quartiere Prati di Roma, a poca distanza dal Vaticano. La giornalista e scrittrice Cristina Stillitano è stata colpita e ferita al braccio da un pallino sparato da un’arma ad aria compressa e gli inquirenti sono intenzionati a vederci chiaro. Non si ha ancora un responsabile, ma il cerchio si sta stringendo rapidamente. A quanto pare, quello della Stillitano non è stato neppure l’unico episodio.
Da circa sette giorni, infatti, un soggetto ancora non noto sta prendendo di mira i pedoni che transitano lungo via della Giuliana. Al momento si parla di sei casi, che vanno ad aggiungersi all’aggressione subita dalla giornalista: le vittime sono 4 donne e 2 uomini, tutti colpiti da proiettili sparati da un fucile o una pistola ad aria compressa.
Mentre gli investigatori cercano di arrivare prima possibile a un nome, Cristina Stillitano, rimasta ferita due giorni fa, dovrà affrontare un delicato intervento chirurgico. Il proiettile di piombo le ha infatti trafitto il tricipite sinistro e deve essere rimosso. Il proiettile sarà poi utilissimo per le indagini, dal momento che i rilievi balistici potranno fornire importanti informazioni sull’arma.
Ma le vittime, come abbiamo visto, sono molte di più. Ci sono altre testimonianze, altre denunce. C’è la storia della signora Angela Perrone, commercialista del quartiere, centrata al polpaccio venerdì scorso mentre camminava nella medesima via.
“Qualcuno si sta divertendo a sparare dei pallini contro i passanti. Questa persona ha colpito altre quattro donne oltre a Cristina”, ha riferito al Messaggero un’altra testimone, una ristoratrice. “Venerdì scorso mio marito era fuori dal negozio quando ha sentito il rumore di un’arma ad aria compressa e subito dopo ha visto le foglie di un albero spostarsi”, ha raccontato un’altra testimone.
Del caso si stanno occupando i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia San Pietro, che in queste ore stanno raccogliendo informazioni ed effettuando perquisizioni in vari appartamenti della zona. Stando a indiscrezioni, per ora ci sarebbero 4 sospettati. Soggetti che hanno già manifestato comportamenti violenti in passato, o che soffrono di disturbi psichiatrici. Fondamentali saranno le immagini estrapolate dalle videocamere di sorveglianza e l’analisi del proiettile rimasto nel braccio della giornalista.
