Aveva capito tutto già mesi fa Tania Terrin. Dopo che era stata strangolata da Dino Keber ad aprile, la 39enne aveva contattato una delle ex compagne del 43enne. «Mi ha scritto il 20 aprile scorso per chiedermi se Dino era mai stato violento con me e fino a che punto. Mi ha detto che due giorni prima l’aveva quasi uccisa, strangolandola, e ora cercava di scaricare la colpa su di lei». È il Gazzettino a riportare le parole della donna che per sei anni aveva avuto una relazione con l’uomo. Anche lei, come le altre quattro ex fidanzate di Keber, aveva subito violenze e lo aveva denunciato. La risposta che dà a Tania è netta: «Sì, mi metteva le mani addosso, e l’ha fatto anche con tutte le altre. Alla madre di sua figlia ha spaccato tutti i denti davanti. È pericoloso, e c’è la concreta possibilità che l’episodio si ripeta, ovviamente dando poi la colpa a te». La donna racconta di essere finita al pronto soccorso tre volte e di averlo querelato soltanto una. «Quando ho sporto denuncia ho fatto anche i nomi di alcuni suoi amici che non solo sapevano tutto, ma ci avevano pure separati una volta in cui lui mi stava picchiando a sangue. Erano intervenuti per salvarmi. Quando sono stati interrogati, però, hanno difeso lui. Più avanti mi hanno detto di aver mentito perché non credevano la situazione fosse così grave».
Quello della violenza non è l’unico elemento comune tra le ex del 43enne, morto suicida poco dopo aver ucciso Tania: a dominare, tra le testimonianze, è la manipolazione. «Vedevo lui come la vittima e io come il carnefice che voleva abbandonarlo a se stesso», ha aggiunto la donna, che dice di sentirsi al sicuro soltanto da quando l’uomo si è tolto la vita. «Non si doveva arrivare a questo. Andavano adottate le giuste misure. Tania si poteva salvare».
E proprio sulle misure degli ultimi mesi (dal fascicolo aperto per maltrattamenti e lesioni fino all’ammonimento della questura, passando per la vigilanza dinamica sotto casa di Terrin) il ministero della Giustizia vuole vederci chiaro e - attraverso le parole del sottosegretario Alberto Balboni - si è detto pronto ad inviare ispettori alla procura di Venezia. Anche Luca Zaia, presidente del consiglio regionale del Veneto, ha parlato di «fallimento» e ha esortato a chiedersi cosa non abbia funzionato per intervenire in futuro con maggiore determinazione. Intanto oggi si terrà sul corpo di Tania l’esame autoptico affidato al professor Claudio Terranova dell’Università di Padova, poi la salma sarà restituita alla famiglia per organizzare i funerali. Per quel giorno il presidente del Veneto Alberto Stefani ha proclamato il lutto regionale.
