Nel 2024 aveva denunciato la scomparsa del marito, a Cutro, in provincia di Crotone, due anni dopo è stata arrestata insieme al figlio per averlo ucciso. Il corpo di Salvatore Giglio, 69 anni, non è stato mai trovato. Secondo i pm Daniela Rossato, 60 anni, e il figlio Nicola Giglio, 28 anni, lo avrebbero gettato nel fiume Tacina dopo averlo eliminato in casa per questioni economiche. La scomparsa era stata denunciata con una settimana di ritardo con l’intenzione - ritengono gli inquirenti - di sviare le indagini. Ma adesso, grazie a quanto ricostruito dall’inchiesta svolta mediante numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, alle voci di paese e a una segnalazione anonima, i magistrati di Crotone ritengono di avere gli elementi necessari per inchiodare moglie e figlio della vittima. I due sono stati arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip della città calabrese per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Avrebbero cercato di sviare le indagini denunciando tardivamente la scomparsa della vittima, cercando di occultare le tracce del delitto e acquistando diversi litri di varechina per ripulire la scena del crimine alcuni giorni dopo il delitto. Poi si sarebbero accordati sulle versioni da rendere alla polizia. Alla fine però si sarebbero traditi, fornendo inconsapevolmente anche dichiarazioni contrastanti, che poi si sono dimostrate false. Indizi su indizi, fino all’iscrizione nel registro degli indagati un anno dopo.
L’omicidio sarebbe avvenuto il 21 settembre del 2024 al culmine dell’ennesima discussione scaturita dopo mesi di tensioni e litigi sulla destinazione dei beni di famiglia. È stata una telecamera installata in una casa vicina a quella della vittima ad incastrare la moglie e il figlio. Nei video ripresi quel giorno si vede Salvatore Giglio discutere con la moglie nel cortile della sua abitazione, finché non compare anche il figlio della coppia, trafelato, con in mano un oggetto non identificato. Quello che accade dietro le mura dell’abitazione non è ancora chiaro, ma due giorni dopo la stessa telecamera inquadra di nuovo gli indagati, questa volta mentre caricano in macchina quello che potrebbe essere un cadavere. Gli investigatori hanno accertato che la casa era stata ripulita con litri di candeggina. Solo una settimana dopo la sessantenne aveva denunciato ai carabinieri la scomparsa del marito.
