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Cronaca nera

Garlasco, parla Andrea Sempio: “La mia verità sulle impronte. La scarpa? Ho sempre avuto il 44”

L’indagato ridimensiona il peso dell’impronta 33 e della compatibilità con la traccia di scarpa: “Sul muro non c’era sangue”

Andrea Sempio

Caso Garlasco, ora parla Andrea Sempio. Dopo un lungo silenzio, l’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi si è soffermato sull’inchiesta della Procura di Pavia e ha respinto la lettura degli elementi finiti al centro degli accertamenti. A partire dall’ipotesi di un possibile rinvio a giudizio, che al momento non sembra preoccuparlo: “Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo”. E ancora: “Se capiterà di dover andare a giudizio, lo affronteremo”.

Il passaggio più netto riguarda però la cosiddetta impronta 33, la traccia della mano individuata sul muro e considerata uno degli elementi oggetto degli approfondimenti investigativi. Sempio ha contestato il peso attribuito alle valutazioni sulla sua possibile compatibilità: “A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza”. Poi ha ricostruito il punto secondo il proprio ragionamento: “C’era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io, la questione finisce lì”.

L’altro elemento affrontato riguarda invece la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo e la compatibilità tra il piede di Sempio e la famosa impronta di scarpa. Anche in questo caso il diretto interessato ha distinto tra una semplice compatibilità e un elemento che possa collegarlo direttamente alla scena: “Se avessero trovato a casa di Andrea Sempio una scarpa riconducibile a quella, magari sporca di sangue, sarebbe un conto. Ma finché mi dici che è compatibile, va bene. E quindi? Non hai comunque un elemento vero che ti collega a quello”. Sempio ha poi chiarito infine anche un altro dettaglio: il numero di scarpe non sarebbe cambiato nel corso degli anni. “Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi”, la sua versione.

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