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Cronaca nera

Il giallo di Noemi: c'è l'ipotesi del femminicidio

La ragazza trovata impiccata nella casa in fiamme. Cresce la pista della messinscena

Tanti punti oscuri Noemi Impellizzeri, morta a 34 anni a Riposto (Catania)

Potrebbe esserci un delitto dietro la morte di Noemi Impellizzeri, la 34enne trovata impiccata domenica mattina nella sua abitazione di Riposto, nel Catanese, mentre all’interno della casa divampava un incendio. È questa la pista sulla quale si concentrano le indagini dopo l’autopsia eseguita martedì al Policlinico di Catania. I legali della famiglia sostengono che dall’esame siano emersi «validi elementi per escludere il suicidio della ragazza tramite impiccagione». La Procura mantiene il massimo riserbo e saranno gli esami istologici e tossicologici a fornire indicazioni definitive. La salma è stata intanto restituita alla famiglia: i funerali sono in programma oggi.

Tutto ha inizio poco prima delle 4,30 di domenica 23 agosto, in via Circumvallazione. Una vicina vede il fumo uscire dall’abitazione al piano terra in cui Noemi vive da sola e chiama i soccorsi. I vigili del fuoco spengono le fiamme e all’interno scoprono il corpo della donna impiccato. Fin dall’inizio, però, qualcosa non torna. L’incendio ha devastato soprattutto l’ingresso e il vano vicino al salotto, mentre le fiamme hanno soltanto lambito il cadavere, che si trovava più lontano. Tra le ipotesi prese in considerazione c’è quindi quella di una messa in scena.

A rendere ancora più intricata la vicenda è il racconto dell’uomo che frequentava Noemi. Avrebbe riferito ai carabinieri che la donna gli aveva manifestato intenzioni suicide, parole alle quali non avrebbe dato peso. Ma soprattutto avrebbe raccontato di essere entrato nell’abitazione quella notte e di avere trovato Noemi già morta, quando ancora non c’erano le fiamme. Non avrebbe però chiamato immediatamente i soccorsi: sarebbe andato invece a cercare il fratello della donna in un bar della zona, tornando poi con lui in via Circumvallazione, dove nel frattempo erano arrivati i vigili del fuoco. Una sequenza che gli investigatori stanno approfondendo. C’è poi il nodo delle origini del rogo: secondo quanto emerso nelle ultime ore, il rogo sarebbe di natura dolosa e potrebbe essere stato appiccato mentre Noemi era ancora agonizzante. Nell’abitazione sarebbero inoltre state individuate tracce di solvente, possibile accelerante delle fiamme. La Procura non esclude dunque alcuna pista, compresa quella del femminicidio. I carabinieri della Compagnia di Giarre e della sezione investigazioni scientifiche di Catania stanno ricostruendo le ultime ore della donna, anche attraverso le immagini delle telecamere della zona. La famiglia ha respinto fin dall’inizio l’ipotesi del gesto volontario.

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