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Cronaca nera

Il lavoro per la Regione che non c’era, la finta moglie e i dubbi sulle lauree: la doppia vita di Luca Esposito

Gli investigatori hanno dovuto fare lo slalom tra le bugie raccontate dalla vittima per venire a capo dell’omicidio e risalire all’autore

Le indagini per la morte di Luca Esposito non sono state semplici per gli investigatori, che in queste ore sono venuti a capo del giallo arrestando un tunisino. Le difficoltà sono nate soprattutto per quella che sembrava a tutti gli effetti una doppia vita da parte dell’uomo, giornalista sportivo molto noto localmente, che per anni ha portato avanti una narrazione alterata della propria vita in cui il lavoro principale era come dirigente presso l’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente. Ma da quelle parti nessuno sapeva chi fosse, tanto che l’agenzia ha diramato nell’immediato un comunicato stampa, smentendo che fosse un loro dipendente.

Eppure, anche le due sorelle (con le quali i rapporti non erano quotidiani) sapevano che lavorasse presso l’Arpac. Diversi testimoni hanno raccontato di sue ispezioni negli stabilimenti in provincia di Avellino e Caserta, soprattutto quelli in cui si producono le mozzarelle di bufale e, come riferisce il Corriere della sera, c’è anche chi sarebbe pronto a giurare di averlo visto alla guida di un mezzo Arpac. Anche se in quell’azienda non avrebbe mai messo piede come dipendente. C’è poi il caso della moglie, Simona, di professione farmacista di Caserta: Esposito indossava anche una fede al dito per avvalorare la tesi che fosse sposato. Eppure non esiste nessuna moglie, non era mai stato sposato.

Sono ora in corso verifiche anche sui titoli di laurea, uno in biologia e uno in lettere, che l’uomo sosteneva di aver conseguito. Non ci sono attualmente certezze su questo aspetto ma, l’Ordine dei Biologi ha reso noto che non era un loro iscritto, anche se questo non implica necessariamente il non conseguimento del titolo di studio. Ma ci sono anche altri aspetti che sono in corso di accertamento, perché l’uomo ufficialmente risultava residente a Nocera inferiore ma nei fatti viveva a Fisciano e sosteneva di avere una casa al mare al Agropoli, dove disse di andare anche la sera in cui di lui si sono perse le tracce, per poi essere ritrovato morto a Eboli. Quella sera aveva appuntamento con il suo assassino, con il quale aveva contatti continui quotidiani. Sono tanti i pezzi del puzzle che gli investigatori dovranno ricomporre, anche se quello più importante è stato trovato e ora l’assassino è stato assicurato alla giustizia.

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