Erano lì per vedere l’eclissi. Una grigliata dopo lo spettacolo astronomico, come tanti in Italia in quelle ore. Poi, intorno alla mezzanotte, la rissa che diventa tragedia. Da una parte giovanissimi di Trani, dall’altra di Andria - vicini centri della Puglia. Cosimo Quagliarella, 18 anni, è stato ucciso con tre fendenti alla schiena sferrati da un altro ragazzino, di 17 anni appena compiuti.
La tragedia tra mercoledì e giovedì a Trani: in piazza Giovanni Paolo II, più conosciuta come la «pinetina», si raduna un gruppo di ragazzi del posto. Nella tarda serata vengono raggiunti da coetanei della vicina Andria: gli animi si accendono, per questioni sentimentali su una ragazza contesa. E proprio in quegli attimi concitati il minorenne avrebbe afferrato un coltello per colpire ripetutamente Cosimo alla schiena. La scena davanti a famiglie e a bambini è terribile: il ragazzo giace al suolo in condizioni gravissime, viene trasportato alla postazione fissa medicalizzata di Trani ma, viste le gravi condizioni, viene trasferito all’ospedale di Bisceglie. Ogni tentativo è inutile: muore per le profonde ferite e dopo aver perso tropo sangue.
Dopo l’omicidio, il 17enne ha raggiunto la caserma dei carabinieri con l’avvocato Enrico Alvisi, per confessare tutto. Agli inquirenti ha riferito che non voleva uccidere. Una posizione confermata dal suo legale. «È altamente affranto per quanto accaduto. Quanto successo non era nelle sue intenzioni, lui si è difeso». L’avvocato delinea uno scenario molto diverso da quello inizialmente trapelato. «È stato aggredito con oggetti contundenti da un gruppo di cinque, sei persone, una delle quali ha mostrato un’arma da sparo minacciandolo - ha aggiunto - Non c’è stata alcuna rissa tra gruppi rivali; il mio assistito era con gli amici per una grigliata, stava mangiando un panino quando è stato raggiunto da queste persone che lo hanno picchiato: è stato un raid». Un’aggressione «unilaterale», secondo Alvisi, confermata dal fatto che l’autore dell’omicidio «ha riportato diverse contusioni».
Si occupano delle indagini, coordinate dalla procura per i Minorenni di Bari, i carabinieri che, oltre a continuare la ricerca sull’arma del delitto, stanno ascoltando i testimoni presenti quella notte a Trani. Ora il 17enne è accusato di omicidio volontario. Sconvolte le comunità di Andria, cittadina della vittima, e di Trani, dove si è consumata la tragedia. «Siamo genitori e abbiamo figli, commentare una tragedia simile è oltremodo difficile - spiega la sindaca di Andria Giovanna Bruno - È un episodio che rasenta l’inverosimile, se non fosse simile a tanti altri avvenimenti che denotano un imbarbarimento sociale».
Le fa eco l’omologo di Trani Marco Galiano: «Tutte le istituzioni dovrebbero sentirsi chiamate in causa e reagire con azioni dall’alto spessore pedagogico, politico e sociale». Sul caso è intervenuta anche la deputata di FdI Mariangela Matera, originaria di Andria: «Non si può ignorare la gravità di un episodio. È necessario intervenire sulle cause del disagio, coinvolgendo famiglie, scuole, associazioni, comunità educative ed enti locali».
