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Cronaca nera

Milano choc: a 19 anni violentata nelle vie della movida

Turista sarebbe stata costretta a un rapporto sessuale fuori dall’“Hollywood”. Ed è caccia all’uomo

Una ragazza di 19 anni � stata soccorsa dopo le cinque in corso Como, zona della movida milanese, e portata alla clinica Mangiagalli dove si trova il soccorso violenza sessuale, Milano, 16 agosto 2026. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

C’è un’ora, tra la fine della notte e l’inizio del giorno, in cui la città cambia pelle. Corso Como, alle cinque del mattino di domenica, è ancora quella delle luci accese e della musica - ma sta già diventando un’altra cosa. È in quell’ora sospesa che una turista di 19 anni ferma un passante. Non grida. Dice solo quello che è successo: è stata appena violentata. Il passante chiama il 112. Sono le 5,14. Arrivano i soccorritori, arrivano i carabinieri della stazione Porta Garibaldi», competenti su quel tratto tra corso Como e piazza Gae Aulenti, cuore della movida milanese del sabato sera - la stessa strada che di giorno vive di aperitivi e vetrine, e che di notte diventa un’altra cosa ancora, fatta di codici e di corpi che si cercano nel buio.

La ragazza è sotto choc, ma riesce a raccontare. E il racconto, ancora da riscontrare, ha la lucidità spietata di chi ha vissuto ogni singolo passaggio, come se ripercorrerlo ad alta voce fosse l’unico modo per tenerlo a distanza. Dice di aver conosciuto un uomo nel privé della discoteca «Hollywood»: sulla quarantina, di origine est-europea. Dice che hanno bevuto insieme, che hanno ballato, che per un momento la serata sembrava soltanto una serata come tante. Poi l’uscita dal locale, lo spostamento sul retro dell’edificio, in strada, in quello spazio che non è più dentro e non è ancora altrove. È lì - dice - che tutto cambia. È lì che l’uomo la costringe a un rapporto sessuale contro la sua volontà. Quando le pattuglie arrivano, di lui resta solo una descrizione. Si è dissolto tra le strade della movida come chi conosce bene le uscite di sicurezza di una notte che stava per finire. I carabinieri non sanno ancora se fosse un habitué del locale o un volto mai visto prima: è uno dei punti su cui si concentreranno le prime verifiche, insieme all’ascolto del personale di sicurezza dell’«Hollywood» (nella foto).

La 19enne viene trasportata in codice giallo alla clinica Mangiagalli, affidata agli specialisti del servizio soccorso violenza sessuale e domestica (Svsd). Si attendono gli esami medici e la formalizzazione della denuncia, passaggio indispensabile per l’apertura del fascicolo. Intanto le telecamere della discoteca e quelle della strada verranno passate al setaccio: serve un dettaglio, un’inquadratura, qualcosa che restituisca un volto a un uomo che per una notte è stato solo un nome sussurrato in un privé, e che ora è un fantasma che i carabinieri devono trasformare in un sospettato.

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