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Cronaca nera

Ragazza stuprata a Ferragosto, arrestato un pr dell’Hollywood: riconosciuto grazie a un tatuaggio a forma di bacio

Le manette sono scattate per un egiziano, classe 1988, già noto alle forze dell’ordine. La violenza tra il 15 e il 16 agosto sul retro della discoteca

Corso Como addio: troppa droga

Un grande tatuaggio a forma di bacio sul collo. È stato quel dettaglio, cristallizzato nelle immagini delle telecamere di sorveglianza di corso Como, a inchiodare l’uomo che i carabinieri della stazione Porta Garibaldi cercavano da due settimane. Le manette sono scattate per un egiziano, classe 1988, già noto alle forze dell’ordine: non è la prima volta che il suo nome finisce in un fascicolo giudiziario.

È lui, secondo gli investigatori, l’uomo che nella notte tra il 15 e il 16 agosto ha violentato una diciannovenne — nata nel 2007 — nel retro della discoteca Hollywood, nel cuore della movida meneghina. Una vicenda che in un primo momento sembrava avere un altro volto: i primi racconti raccolti a caldo parlavano di uno sconosciuto sulla quarantina, “dell’Est Europa”. Le telecamere, però, hanno riscritto la storia.

Il resto lo ha fatto il lavoro certosino dei militari, che hanno passato al setaccio ore di filmati tra l’interno del locale e la strada, incrociandoli con la testimonianza di un avventore che quella notte, senza intervenire, ha ripreso col telefono la scena e se n’è andato. È stato proprio quel video, recuperato dagli inquirenti, a fissare il particolare che ha permesso l’identificazione: il piccolo tatuaggio sul collo, a forma di bacio.

Il pr, che lavorava proprio negli ambienti della movida di corso Como — lo stesso circuito di locali e privé in cui la ragazza lo aveva incontrato quella sera — è ora ai domiciliari a Busto Garolfo, nell’Altomilanese. Un dettaglio, quello della sua professione, che agli occhi degli investigatori pesa: conosceva bene il territorio, i varchi, gli angoli ciechi delle telecamere. E soprattutto conosceva le regole non scritte di quei locali, che gli avevano permesso, in altre occasioni, di avvicinare le ragazze di passaggio senza destare sospetti.

Perché il nome del pr non era nuovo alla giustizia. Sul suo conto risultano già precedenti specifici, che hanno pesato in modo decisivo nella richiesta di misura cautelare avanzata dalla procura di Milano e accolta dal gip. Un recidivo, appunto: la variabile che più di ogni altra, nei casi di violenza sessuale, gli investigatori temono di rincontrare.

La ricostruzione della notte del 16 agosto resta quella già nota: la ragazza aveva conosciuto l’uomo nel privé della discoteca, tra un drink e l’altro, prima di essere portata sul retro del locale, dove secondo la sua denuncia sarebbe avvenuta la violenza. Determinante, per l’identificazione, si è rivelato anche il racconto del testimone col cellulare, che ha permesso di ricostruire con precisione la sequenza di quei minuti.

Resta da chiarire, ora, se dietro quel tatuaggio a forma di bacio ci sia soltanto un capriccio estetico o, come temono gli inquirenti, un segno che in altri episodi le vittime potrebbero aver notato e non aver saputo — o potuto — raccontare in tempo.

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