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Cronaca nera

La rivelazione della difesa di Stasi: “C’è un altro elemento che farà scalpore e non riguarda il 2007″

Giada Bocellari ai microfoni di La7 spiega che ci sono altri elementi a disposizione degli avvocati dell’ex bocconiano. La procura generale sta valutando le carte per una eventuale richiesta di revisione

La mossa dei legali: revisione per Stasi. E come "alleato" la Procura generale
Giada Bocellari con Alberto Stasi all'incidente probatorio

“Ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi, uno dei quali farà particolare scalpore e non riguarda indagini del 2007”. È la rivelazione dell’avvocata Giada Bocellari, che insieme all’avvocato Antonio De Rensis difende Alberto Stasi, condannato a 16 anni, per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, ai microfoni di Omnibus in onda su La7.

Intanto la procura generale di Milano è impegnata a valutare le nuove carte trasmesse dagli inquirenti pavesi, in vista di una eventuale richiesta di revisione sulla quale, per ora, la procuratrice non ha ancora sciolto la riserva. Ieri è intervenuto il professor Francesco Maria Avato, all’epoca alla guida del pool di consulenti nominati dall’ex studente bocconiano. Il docente universitario, interpellato sulla questione di quel test che 19 anni fa ha portato al fermo non convalidato di Stasi, ha spiegato di non essere mai stato messo al corrente dei due esiti “nulli” ottenuti dal Ris di Parma il 20 settembre 2007, dopo che il giorno precedente le analisi avevano restituito il profilo genetico di Chiara.

Anche lui, come gli attuali esperti incaricati da Stasi, ritiene plausibile l’ipotesi di una “scambio” di campionature: quella relativa ai pedali della bicicletta con quella effettuata sul cucchiaino usato da Chiara Poggi per fare colazione. Avato, infine, ha fatto notare che di fronte “a discrepanze enormi”, come quella, “le analisi andavano ripetute” e che su quella “anomalia” si sarebbe dovuto avvisare “soprattutto il magistrato”. Non è che si può “selezionare i risultati delle analisi a mio uso e consumo - ha concluso - ma è necessario il contraddittorio tra le parti per concordare le ulteriori procedure di controllo e verifica”.

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