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Cronaca nera

Strage di Pietralata, parla il medico messicano: “Se avessi saputo dei problemi economici avrei fatto lo sconto”

Il medico della clinica messicana dove la famiglia aveva portato la figlia Bianca affetta da una grave disabilità, racconta il dolore per la tragedia e parla dei costi delle cure, mentre emergono nuovi dettagli sulle ultime ore della coppia

Carabinieri all'esterno dell'abitazione dove sono stati ritrovati i corpi dei tre componenti di un'intera famiglia, una giovane disabile e i suoi genitori, in zona Pietralata a Roma, 31 agosto 2026. ANSA/US CARABINIERI +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

“Ho saputo tramite la mia interprete della tragedia che ha colpito la famiglia di Roma. Mi ricordo della bambina e dei suoi genitori. Sono profondamente addolorato”. A parlare è Roberto Trujillo, dirigente e amministratore delegato della clinica NeuroCytonix di Monterrey, in Messico, dove Luca Abbasciano e Valentina Pambianco avevano portato la figlia Bianca nella speranza di migliorarne le condizioni. La bambina di cinque anni, affetta dalla nascita da una grave paralisi cerebrale, è stata trovata morta insieme ai genitori e al cane della famiglia, nella loro abitazione di via dell’Antracite, a Pietralata. Secondo l’ipotesi investigativa si tratta di un duplice omicidio seguito da suicidio, ma resta da stabilire chi abbia sparato. Gli accertamenti riguardano anche la situazione economica della coppia e le spese sostenute per le cure della figlia.

Trujillo: “Avremmo trovato un modo per affrontare i costi”

Il medico messicano ha affidato il suo messaggio all’interprete che cura i rapporti tra i pazienti italiani e la clinica: “Se avessi saputo dei loro problemi economici avremmo trovato insieme un modo per affrontare i costi della terapia”. La famiglia Abbasciano era già stata a Monterrey per sottoporre Bianca ai trattamenti della NeuroCytonix. Trujillo ha ricordato di conoscere la bambina e i suoi genitori e ha espresso il proprio dolore per quanto accaduto. La clinica ospita pazienti provenienti da diversi Paesi e propone, tra gli altri trattamenti, il Cytotron, un dispositivo che utilizza radiofrequenze. Trujillo sostiene di aver sviluppato un protocollo capace di intervenire su gravi lesioni cerebrali e altre condizioni neurologiche.

Il costo delle terapie

Un ciclo di trattamento con il Cytotron dura circa un mese e costa poco meno di 40mila dollari. A questa cifra vanno aggiunte le spese per viaggio e soggiorno, che per una famiglia italiana possono portare il costo complessivo a circa 60-70mila euro. La famiglia di Bianca avrebbe affrontato tre viaggi in Messico, per una spesa complessiva indicata in circa 45-50mila euro a viaggio, comprendendo i trattamenti. L’ultimo soggiorno si era svolto tra novembre 2025 e gennaio 2026 e aveva previsto due cicli di staminali e uno di Cytotron. Il dispositivo non è autorizzato in Italia e, secondo le informazioni riportate nelle fonti, non sono state riscontrate evidenze scientifiche in Italia e in Europa a sostegno della sua efficacia nel trattamento delle malattie neurologiche. Sul protocollo sono stati inoltre espressi dubbi sulla metodologia e la Cerebral Palsy Foundation ha messo in guardia dai possibili rischi.

Le famiglie che si affidano alla clinica

Attorno alla clinica si è sviluppata una rete di famiglie che condividono le proprie esperienze e, in alcuni casi, organizzano raccolte fondi per sostenere le spese delle cure. Sui portali di fundraising sono numerose le testimonianze di genitori che raccontano miglioramenti nei figli dopo i trattamenti. Tra queste famiglie c’era anche una coppia amica degli Abbasciano. La donna accompagna periodicamente a Monterrey la figlia, affetta da una rara sindrome, e racconta: “È tornata a sorridere, ha fatto progressi enormi”. L’amica non ritiene però che Luca e Valentina avessero manifestato difficoltà economiche: “Non ne hanno mai parlato e per andare in Messico, a differenza di noi e altre famiglie, non facevano raccolte fondi”. Secondo il suo racconto, i due erano rimasti contenti per “piccoli miglioramenti nelle condizioni di Bianca” e avevano intenzione di tornare.

L’ultimo messaggio di Valentina

Alle 19.15 di venerdì, poche ore prima della tragedia, Valentina aveva scritto nella chat condivisa con il marito e la coppia di amici: “Dai scriviamo sul gruppo che ci facciamo due risate”. Un messaggio dal tono apparentemente sereno che gli investigatori potrebbero acquisire insieme agli altri messaggi e vocali per ricostruire le ultime ore della famiglia. L’amica racconta che Luca e Valentina erano da poco rientrati da una vacanza nelle Marche e che nei vocali scambiati a Ferragosto “niente faceva presagire quello che è successo, anzi in alcuni casi scoppiavano a ridere e scambiavano battute con noi. Giovedì sera abbiamo fatto una videochiamata, poi venerdì i messaggi in chat. Sarebbero dovuti venire con noi a Madrid per il weekend, ma faceva troppo caldo e sono rimasti a Roma. Da sabato non hanno più risposto”, ha raccontato la donna.

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