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Cronaca nera

“Non ce la facciamo più a seguirla”. La strage dei due genitori disperati

Luca Abbasciano, 42 anni, e la moglie Valentina Pambianco decidono di farla finita insieme. La piccola Bianca, 5 anni, affetta da gravissime patologie dalla nascita. Nella strage ucciso anche il cane

Carabinieri del Nucleo Investigativo e Polizia Mortuaria davanti all'appartamento nel quartiere Pietralata dove sono state trovate senza vita tre persone, Roma, 31 agosto 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Tragedia a Pietralata. «Non ce la facciamo più a seguire nostra figlia. La facciamo finita». Marito, moglie, bimba di cinque anni e il loro cane trovati morti, uccisi a colpi di pistola, in un appartamento al numero 12 di via dell’Antracite. L’animale, un meticcio di taglia media, a terra, loro tre stesi sul lettone in camera. L’arma poco distante. Accanto ai corpi diversi biglietti di addio firmati da moglie e marito, indirizzati ognuno a un familiare.

È una scena terribile quella che si trovano davanti carabinieri e vigili del fuoco intervenuti per sfondare la porta.

Ieri mattina Luca Abbasciano, tecnico informatico, e la moglie Valentina Pambianco, 42 e 41 anni, non rispondono al telefono. Da ore. Tanto che parenti e amici si allarmano. Di solito in casa c’è sempre qualcuno, la piccola, Bianca, è affetta da una grave disabilità sin dalla nascita e non può muoversi. Per questo motivo Luca lavora da tempo in smart working. Qualcuno bussa anche alla loro porta. Ma all’interno non si sente nulla. Interviene una prima radiomobile di zona, si avverte la centrale e parte anche il reparto operativo della compagnia Montesacro.

Alle ore 13 il portoncino blindato viene abbattuto. Il silenzio è agghiacciante. In camera da letto i corpi immersi nel sangue. Arriva il medico legale per un primo esame. Nessun dubbio sulle cause dei decessi anche se non è chiaro se a sparare sia stato l’uomo o la donna. «Per la prova stub, in grado di stabilire la dinamica del massacro, ci vorranno delle ore» chiosano gli investigatori.

A spiegare, almeno in parte, la situazione della famiglia ci pensa una vicina che parla della nascita della bambina durante la pandemia. Una bimba affetta da gravissime patologie che la costringono a letto, con cure difficili da sostenere, soprattutto emotivamente. Per la coppia un dramma che si consuma negli oltre cinque annidi vita di Bianca.

Una famiglia perbene, come raccontano gli abitanti del quartiere. Pochi giorni fa l’iscrizione di entrambi i genitori al gruppo facebook Pietralata, a dimostrare l’impegno sociale di Luca e Valentina.

La Procura di Roma, intanto, ha aperto un fascicolo per omicidio plurimo aggravato. Le indagini dovranno avvalorare la prima ipotesi di omicidio-suicidio, come confermerebbero i biglietti trovati accanto ai corpi. L’arma, una pistola semiautomatica, era regolarmente registrata e tenuta legalmente. Resta da chiarire a chi è toccato premere il grilletto, se effettivamente la decisione di uccidersi sia stata presa da entrambi i coniugi come fanno pensare i fogli scritti. Soprattutto, se esiste, l’elemento scatenante. Ovvero se negli ultimi tempi, giorni, le condizioni della bambina si erano aggravate ulteriormente non lasciando ai genitori alcuna speranza, se non di guarigione, di miglioramento.

Nel corso del pomeriggio sono stati sentiti a verbale i parenti della coppia, ascoltati come persone informate dei fatti, per ricostruire la situazione della famiglia Abbasciano. Interrogati anche gli assistenti sociali, i sanitari che avevano in cura Bianca e gli psicologi che seguivano la famiglia. Il pm nelle prossime ore conferirà l’incarico all’istituto di Medicina Legale de La Sapienza di eseguire le autopsie.

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