Un’ennesima rapina che poteva finire in tragedia: è stato fermato un 16enne marocchino che, per derubare un 22enne del suo portafoglio, lo ha accoltellato all’addome. I fatti sono accaduti lo scorso 10 maggio ma solo oggi i carabinieri sono giunti al suo arresto e ora lo straniero si trova recluso nel carcere minorile Beccaria di Milano. Solo per un caso fortunato la vittima non è deceduta a causa della coltellata ma l’aggressione poteva finire nel peggiore dei modi.
Quella sera il marocchino ha avvicinato la sua vittima intimandogli di consegnargli il portafoglio. Il 22enne ha fatto opposizione, sostenendo di non avere contanti e cercando di andare via. A quel punto lo straniero ha dato il via alla colluttazione fino al momento in cui non ha esitato a estrarre il coltello, colpendo all'addome la sua vittima per poi scappare. Fortunatamente la zona era coperta dalle telecamere di sorveglianza e l’aggressione è stata ripresa dalle immagini, così come la fuga, con immagini che hanno permesso di individuare il presunto responsabile. Le indagini sono durate oltre un mese ma hanno permesso di assicurare alla giustizia l’ennesimo soggetto pericoloso, che ora verrà processato.
Questa deriva impone di accendere i riflettori sul totale fallimento delle politiche di integrazione portate avanti negli ultimi anni: i minori violenti stanno aumentando e con loro la pericolosità delle azioni, perché sono sempre più numerosi quelli che ricorrono alle armi. La presenza di giovani stranieri, spesso inseriti in circuiti di marginalità o privi di punti di riferimento valoriali e legali, evidenzia un cortocircuito normativo e sociale e quando l'accoglienza non si traduce in un rispetto rigoroso delle leggi dello Stato ospitante, il rischio è la creazione di sacche di illegalità diffuse, dove il controllo del territorio sfugge di mano e i cittadini si trovano esposti a una violenza imprevedibile.
Il problema non può più essere considerato a disagio giovanile e non si può nemmeno sempre giustificare la violenza con il contesto sociale. Le città hanno perso la percezione di sicurezza che, almeno in Italia, le caratterizzava.