Bari, scoperto traffico illecito di rifiuti tra Puglia, Iran e Libia

Si trattava di pezzi di auto in disuso non bonificati

È stata chiamata "Cannibal Cars" l'operazione condotta dai carabinieri forestali di Bari su un traffico illegale di rifiuti. Ma non si tratta solo un giro di affari pugliese o tutto italiano. Riguarda anche l'Egitto, l'Iran e la Libia. Rifiuti anche pericolosi. Tre le persone arrestate. Sono imprenditori, uno di Ruvo di Puglia (in provincia di Bari), uno di Andria (Bat provincia) e uno egiziano, con l'accusa di gestione illecita e traffico transfrontaliero di rifiuti, falso e favoreggiamento. Sette le persone denunciate a piede libero.
Secondo quanto si apprende dal quotidiano regionale la Gazzetta del Mezzogiorno pare che il giro abbia fruttato 1,7 milioni di euro e che riguardasse pezzi di auto fuori uso. Stando alle indagini, come si legge sempre sulla Gazzetta, i tre avrebbero spedito, a partire dal 2014, dai porti italiani di Bari, Genova e Salerno, ingenti quantitativi di veicoli fuori uso e parti di essi, rimorchi, serbatoi, motori, pneumatici, non preventivamente sottoposti a trattamenti, bonifiche e messa in sicurezza (nonostante falsi documenti lo attestassero), ma semplicemente tagliati. Così avrebbero risparmiato milioni di euro di spese di smaltimento dei rifiuti. Erano gli stessi indagati, nelle intercettazioni, a definirli "munnizz" destinati in Iran, Libia, Egitto, Giordania, Afghanistan, Togo, Somalia, Iraq, Nigeria e altri Paesi di Africa e Asia.
Si tratta di reati ambientali che vanno contro ogni regola del libero mercato, della tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Reati già noti in Puglia (si pensi all'Ilva di Taranto) e più in generale in Italia (si pensi ad esempio alla Terra dei Fuochi).
Certo non è la prima inchiesta di questo tipo. I numeri parlano chiaro. Come emerge dall'ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente, contro le attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, dal 2002 al giugno 2017, in Puglia, ci sono state 60 inchieste, circa il 17,3% di quelle compiute su tutto il territorio nazionale. Inchieste che hanno portato a 176 ordinanze di custodia cautelare, 420 persone denunciate, e hanno coinvolto 72 aziende con oltre 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrate. Nel ciclo illegale dei rifiuti, invece, la Puglia si piazza al secondo posto, con 644 infrazioni accertate, l'11,3% sul totale nazionale, 760 persone denunciate e 294 sequestri effettuati, ed è la prima regione per numero di arresti, ben 42. Mentre, nella classifica provinciale dell'illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2016, a livello nazionale, Bari e Foggia si piazzano rispettivamente al quarto e quinto posto con 165 e 146 infrazioni accertate.
Nella classifica generale dell'illegalità ambientale in Italia nel 2016, poi, la Puglia è terza con 2.339 infrazioni accertate, il 9,2% sul totale nazionale, 745 sequestri effettuati e 2.269 persone denunciate, mentre è la prima regione per numero di arresti con 35 persone. Solo nel 2016 in Puglia, con la legge sugli ecoreati, la polizia ha contestato trentacinque infrazioni, effettuato dieci sequestri, denunciando ottantasette persone e arrestate quattordici.

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