Il Comune di Genova difende il capo della Protezione Civile. "Sciacalli, ho meritato il premio"

L'assessore del capoluogo ligure difende a spada tratta i premi dati ai tecnici per aver ridotto il rischio alluvioni. Il capo della Protezione civile: "L'ho meritato"

Il Comune di Genova difende il capo della Protezione Civile. "Sciacalli, ho meritato il premio"

L'amministrazione di Genova fa quadrato per difendere i suoi dirigenti dalla rabbia dei cittadini. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono i premi conferiti ai tecnici "per aver ridotto il rischio idrogeologico" come ha dichiarato l'assessore genovese al Personale Isabella Lanzone. "Basta caccia alle streghe, i nostri dirigenti siedono su poltrone scomode. Stanno gestendo l'emergenza notte e giorno, se lo sono guadagnato tutto" ha dichiarato la Lanzone a Repubblica.

Una difesa che suona come un'autoassoluzione dato che i premi vengono stabiliti tramite delibera del Consiglio Comunale. A confermarlo è anche il capo della Protezione Civile di Genova, Monica Bocchiardo, che dopo aver difeso il suo premio di 7700 euro lordi ha inveito contro i cronisti di Mattino 5 definendoli "degli sciacalli senza dignità" e ribadendo: "Quel premio me lo sono meritata".

La Bocchiardo è in buona compagnia. Con lei si trovano Laura Pinasco, Enrico Vincenzi e Stefano Petacchi, quest'ultimo già imputato nel processo per l'alluvione del 2010 a Sestri Ponente. Altri tre dirigenti che sono stati premiati con bonus che vanno dai 6mila ai 17mila euro per lo scolmatore di Fereggiano. Premiati per un progetto che è rimasto sulla carta. "Se non lo hanno costruito non è mica colpa loro" rincara Isabella Lanzone.

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