Così l'Italia affonda già i barconi

Tra il 4 e il 5 maggio, su 22 imbarcazioni sette sono state affondate, quattro dalle navi militari, le altre tre dalla Guardia di finanza

Così l'Italia affonda già i barconi

L'Italia affonda già i barconi dei migranti. A rivelarlo sono alcune fonti del Viminale. A quanto pare "tra il 4 e il 5 maggio, su 22 imbarcazioni stipate di migranti con destinazione le coste italiane, sette sono state affondate, quattro dalle navi militari, le altre tre dalla Guardia di finanza. Le altre, soccorse per lo più da navi private e da mezzi della Capitaneria di porto, sono state lasciate alla deriva”, affermano alcune fonti del ministero all'Huffpost. Insomma mentre l'Onu prende tempo per autorizzare la missione sui barconi, l'Italia comincia a muoversi.

In questo momento secondo alcune indiscrezioni chi garantisce il soccorso in mare “procede quando necessario all’affondamento dei barconi. Ufficialmente si chiama rimozione di un ostacolo alla navigazione”, intervento previsto dai codici del mare.
Di fatto le operazioni mirano a togliere agli scafisti le imbarcazioni che sono il principale strumento per i business del traffico di migranti. Ogni barcone fornisce un reddito da 400 mila euro a viaggio. Ma non tutte le imbarcazioni, dopo il salvatggio dei migranti, vengono affondate. Infatti almeno altre 15 carrette sono state lasciate alla deriva. In questo modo i trafficanti di uomini riescono a recuperare le imbarcazioni e molto probabilmente le usano per altri viaggi della speranza. Il governo italiano adesso chiede all'Onu il "pass" per un intervento "sistematico sulle imbarcazioni". Bisognerà attendere il 18 maggio per capire cosa accadrà nel Mediterraneo.

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