Rivoluzione vaccini: così cambia la strategia Ue

Terzo vaccino ad Rna messaggero: si tratta di CureVac, disponibile in Europa e Italia da fine maggio. È considerato "decisivo" per la campagna vaccinale e l'immunizzazione degli Under 60. "Innovativo e con tanti vantaggi"

Rivoluzione vaccini: così cambia la strategia Ue

Ancora poche settimane per l'accelerata, forse decisiva, sulla campagna vaccinale anti-Covid: a fine maggio sarà disponibile il terzo vaccino ad Rna messaggero prodotto da CureVac, azienda tedesca con sede a Tubinga, in Germania, che si unirà a quelli già presenti sul mercato di Pfizer e Moderna.

"Sarà la rivoluzione"

"Se tutto va bene, questo vaccino sarà la rivoluzione dei vaccini", afferma l'immunologo Guido Forni, socio dell'Accademia nazionale dei Lincei, all'AdnKronos che, riferendosi all'azienda, dichiara che si tratta di "una ditta tedesca finanziata dall'Europa che ha una tecnologia più avanzata rispetto a Pfizer e Moderna". Avevamo già anticipato alcune notizie (qui il nostro pezzo per InsideOver), adesso abbiamo chiesto anche il parere tra i massimi esperti sul campo su quali potranno essere i reali vantaggi che offirrà questo vaccino. "Il primo è che si tratta di un vaccino completamente europeo, vorrebbe dire avere un vaccino ad Rna e non essere dipendenti dagli americani che, con tutto il rispetto, prima pensano a casa loro e poi al resto del mondo. Si parla di 300 milioni di dosi, credo che possa essere il nostro Pfizer europeo", afferma in esclusiva per ilgiornale.it Matteo Bassetti, Direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova.

"A 5 gradi in frigo, grandioso"

"Il secondo vantaggio è l'essere un vaccino 'facile': a differenza del Pfizer che deve essere mantenuto a temperature molto rigide, questo potrà essere conservato a cinque gradi in frigorifero. È una cosa grandiosa, come fosse un vaccino tradizionale che dura tre mesi, molto maneggevole e molto comodo", afferma il Prof. Bassetti. Come per gli altri due ad Rna, anche in questo caso sono previste due dosi, la seconda delle quali a tre settimane dalla prima. Un'altra grande novità risiede nella tecnologia utilizzata per questo nuovo vaccino chiamata RnActive: in pratica, l'mRNA prodotto dall'azienda contiene al suo interno una modifica nella sequenza che è in grado di indurre una produzione di proteina cinque volte maggiore rispetto ai concorrenti. Non solo, ma come riporta Repubblica, l'mRNA utilizzato è anche “legato” ad alcune molecole in grado di aumentare la capacità del sistema immunitario nel rispondere al prodotto. "La tecnica è molto simile, è solo diverso il grado di conservazione: i primi due sono vaccini freeze, hanno bisogno di bassissime temperature mentre questo è un vaccino da frigo. È innovativo ma con una metologia tradizionale per quanto riguarda la conservazione perché c'è una diversa tecnologia nella produzione che riesce a stabilizzarlo a queste temperature", ci spiega Bassetti.

"L'evoluzione di Pfizer"

Insomma, come ci spiega l'esperto, quello di CureVac è l'evoluzione del vaccino Pfizer, ulteriormente migliorato e che potrebbe diventare il vaccino della campagna vaccinale estiva, la campagna dei giovani. "La campagna di primavera è degli Over 60, la campagna estiva è quella degli Under 60", sottolinea l'esperto. Uno studio inglese pubblicato negli ultimi giorni afferma che i vaccini ad Rna hanno un'ottima copertura immunitaria già dopo la prima dose. "I dati preliminari di CureVac dicono che abbia una risposta anticorpale molto buona e simile a quella di Pfizer e Moderna, stiamo parlando di vaccini con una nuova tecnologia che ha la grande capacità una risposta anticorpale mostruosa. I dati pubblicati da Oxford dicono che già con una sola dose di Pfizer c'è una riduzione di due terzi di contagi", afferma l'infettivologo.

La "morte" di AstraZeneca

L’Ue, grazie ai finanziamenti all’azienda (sostenuta inoltre dai 250 milioni di euro del governo tedesco), dovrebbe essere la maggiore beneficiaria delle forniture: sono attese 225 milioni di dosi di CureVac di cui 30 milioni destinati all’Italia, certamente un bel gruzzoletto. In fermente attesa i vertici italiani: "Stiamo aspettando e dovremmo avere in dirittura d'arrivo a maggio i dati del trial di Fase 3 - spiega Gianni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute". "Siamo a buon punto, per non dire ottimo. Pensiamo da qui ad un mese, a fine maggio, di vederlo registrato in Europa e appena lo studio sarà concluso per metà maggio sarà poi rapidamente valutato dell'Ema. Speriamo per fine maggio", dice il numero dell'Aifa, Nicola Magrini. Insomma, si va sempre di più verso un cambio nella strategia vaccinale. "È chiaro che se si vuole puntare su CureVac bisognerà avere il coraggio, e qualcuno se lo deve prendere, di dire che abbiamo sbagliato tutto con i vaccini a vettore virale", ci dice Bassetti, riferendosi ad AstraZeneca e Johnson&Johnson responsabili di alcune rarissime trombosi a seguito della vaccinazione. "Mi pare di capire che le forniture di AstraZeneca si stanno riducendo in maniera drastica e stanno arrivando soltanto i vaccini di Pfizer. Nella realtà, oggi, tutto il discutere su AstraZeneca scomparirà e sarà un vaccino che manderemo nei Paesi in via di sviluppo. A me dispiace perché, da medico, dico che AstraZeneca è un ottimo vaccino, i dati inglesi lo dimostrano ma nella realtà è stato demolito dagli enti regolatori, da chi non ha saputo difenderlo, dalla stampa e dalla gente".

Come cambia la strategia vaccinale

"Ragionevolmente, si lavorerà per produrre vaccini sempre meno freeze e sempre più da frigo soprattutto per i richiami, è molto più facile: invece di avere mega hub vaccinali, si mandano direttamente le fiale in farmacia o nei luoghi di lavoro, si può fare dappertutto. Diventa super comodo", ci dice l'infettivologo genovese. Accanto a questo cambio di passo, rimane la polemica iniziale per cui molte persone guardavano con diffidenza i vaccini ad Rna messaggero salvo poi ricredersi e mettere alla gogna i vaccini a vettore virale. "Ho assistito alla querelle con cui alcune categorie di no vax ci hanno devastato quando è arrivato il vaccino ad mRna affermando che cambiasse il Dna e volendo aspettare AstraZeneca - afferma Bassetti - quando è arrivato AstraZeneca hanno detto 'no perché fa le trombosi': qui ci vuole una linea. Decidiamo che la miglior tecnica sia quella ad Rna, va benissimo, io sono stato tra i primi sostenitori a dire che sarebbe stata una svolta. Adesso, però, se arriverà CureVac non mettiamoci a fare i balletti anche su questo vaccino, basta".

Bassetti: "Terze dosi tra ottobre e dicembre"

Capitolo varianti: l'esperto Bassetti ci dice questo vaccino sarà efficace anche contro le più temute sottolineando che "fino ad oggi non c'è nessun vaccino che abbia dimostrato con certezza di non funzionare sulle varianti, non c'è un singolo dato scientifico che lo dica. Anche Pfizer ha dimostrato di funzionare sia sulla variante brasiliana che sulla sudafricana". Comunque, se arriverà una variante che sfuggerà al vaccino, saremo in grado di coprire tutte le varianti con le terze dosi che dovremo cominciare a fare tra ottobre e dicembre. "Non mi preoccupa perché tanto, una volta l'anno, ci dovremo rassegnare a fare il vaccino contro il Covid". Quindi sta dicendo che il virus rimarrà tra noi per anni? "Con le dosi di vaccino fatte oggi, quando avremo l'immunità di gregge ci sarà una popolazione che è sensibilizzata al virus, comunque avrà degli anticorpi, anche pochi, che continuerà ad avere", spiega, sottolineando come bisognerà tenere sempre "allenati" gli anticorpi contro nuove varianti come succede con l'influenza. "Si andrà a vedere cosa circola nel mondo e si infileranno dentro i vaccini nuove parti mutate del virus. Uno zoccolo duro, però, rimarrà comunque anche per chi non dovesse fare la dose di richiamo", conclude.