L'Ue dice addio ad AstraZeneca? Si punterà su 1,8 miliardi di vaccini mRna

La Commissione europea pronta ad acquistare quasi 2 miliardi di dosi per il 2022-2023: si guarda a Pfizer, Moderna o Curevac perché più efficaci contro le varianti

L'Ue dice addio ad AstraZeneca? Si punterà su 1,8 miliardi di vaccini mRna

L'Unione europea si prepara a dire addio ad AstraZeneca? Stando a quanto si apprende da fonti di Bruxelles, la Commissione Ue sarebbe pronta a un nuovo acquisto di quasi 2 miliardi di dosi di vaccino: nello specifico si tratterebbero di 900 milioni di sieri più un'opzione di altri 900 milioni per l'approvvigionamento dei paesi membri nel 2022 e 2023. C'è però un particolare che porterebbe ad escludere l'antido anglo-svedese: si vorrebbe puntare sui prodotti che hanno sviluppato un immunizzante con tecnologia mRna poiché ritenuti più efficaci dall'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali. Dunque, in un'ottica di miglior contrasto alle varianti del Coronavirus, si guarda con fiducia a BionTechPfizer, Moderna o Curevac. All'azienda sarà inviata una richiesta di presentare un'offerta. Allo stato attuale la favorita sembra essere la BionTechPfizer, che può vantare una maggiore capacità produttiva grazie allo stabilimento di Marburgo.

Il "nodo richiamo"

L'Ue si fissa l'obiettivo di immunizzare tutta la popolazione adulta del continente entro fine settembre. La battaglia contro il Covid-19 tuttavia potrebbe essere più lunga del previsto e dunque potrebbe essere necessario un richiamo del vaccino ogni anno. Intanto la somministrazione della seconda dose continua a rappresentare ancora un nodo da sbrogliare: dopo la Germania, anche la Francia ha deciso di non usare AstraZeneca per il richiamo agli under 55. In Italia per il momento il ministero della Salute si è limitato a consigliarlo agli over 60.

Come riportato dall'Huffington Post, Thomas Mertens guarda con grande entusiamo alla possibilità di mescolare due diversi vaccini. Una scelta che, secondo il capo della Commissione vaccinale tedesca Stiko, potrebbe rivelarsi più efficace che somministrare due dosi dello stesso siero: "In primo luogo, sono sicuro che non ci siano rischi per la sicurezza dei vaccinati. In secondo luogo, sono personalmente convinto che l’immunità alla fine sarà altrettanto buona, forse anche migliore".

A rischio anche J&J

Se da una parte i vari cambi di fronte su AstraZeneca hanno fatto discutere, dall'altra anche su Johnson&Johnson gli entusiasmi presto potrebbero fare i conti con una serie di ostacoli che si presentano lungo il percorso di lotta al Coronavirus. Da cosa è causato l'attacco alle piastrine del sangue? Una risposta ufficiale non è ancora arrivata, ma gli esperti dell'Ema starebbero iniziando a sospettare che la causa possa essere proprio nel vettore - l'adenovirus che trasporta la proteina spike - che a sua volta genererebbe la risposta immunitaria. E se così fosse, la campagna di vaccinazione potrebbe subire l'ennesimo stop: lo stesso meccanismo è adottato dal vaccino targato J&J (anche se con adenovirus umani e non dello scimpanzè) e da quello tutto made in Italy di Reithera ancora in fase sperimentale.

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