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Cronache

Ecco come funziona il doxxing che ha stanato i gruppi social del 17 ottobre

Dietro la sigla Der Einzige c’è un gruppo di estrema destra che è risalito all’identità di alcuni admin della chat sulle rivolte. “Ma non è reato”. Ecco perché

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Che cos’è il “doxxing”? E come funziona? Dopo la pubblicazione degli elenchi degli admin delle chat Telegram dietro i violenti del Movimento 17 ottobre siamo andati nella chat di Der Einzige, il gruppo di hacker di estrema destra - ma loro preferiscono farsi chiamare doxxer - di cui ha parlato “il Giornale” e che avrebbe costretto a un cambio di strategia che ha portato a disinnescare le rivolte di sabato, anche per la massiccia presenza di forze dell’ordine e militari nelle zone calde dello scorso fine settimana a Milano e nelle altre città.

Ma come sono riusciti a stanare questi admin, senza commettere (a loro avviso) alcun reato? Lavorando con software che fanno Osint, ovvero Open source intelligence. In pratica si aggregano i dati che loro hanno reso disponibili. “Siamo in grado di trovare le tracce di ciò che una persona lascia volontariamente sul web. Nessun dato da noi raccolto utilizza il metodo della violazione di un sistema informatico, ma sono dati pubblici, accessibili da tutti. Noi li mettiamo solo insieme. Abbiamo inoltre accesso solo ai dati contenuti su Telegram, quindi l’arresto (il fermo, ndr) del giornalista freelance (Youssef Siher, ritenuto la mente del Movimento 17 Ottobre, ndr) non è merito nostro, a meno che non si siano basati sulla nostra lista per intercettarlo mediante qualche contatto”, spiegano.

“Pubblicare i dati di tutti gli organizzatori è impossibile. La lista che ho pubblicato, e che aggiorno continuamente, contiene gli utenti che hanno o hanno avuto i permessi di amministrazione, cioè gli utenti che per un certo periodo di tempo sono figurati come “admin” nel gruppo Telegram privato del movimento 17 Ottobre.

Rispetto alla lista originale ci sono diversi nomi che sono stati depennati perché in un secondo momento hanno perso il ruolo di amministratore. Il gruppo ha gli admin nascosti, quindi abbiamo dovuto usare degli indizi euristici tramite uno script che ci ha fornito tutti gli utenti che hanno fissato messaggi o aggiunto altri utenti, e queste azioni le abbiamo considerate come segno di amministrazione perché gli utenti normali in quel gruppo non hanno privilegi. Ovviamente dopo la pubblicazione della lista molti utenti hanno rinunciato al ruolo di amministratore, che, ricordiamo, è un ruolo puramente virtuale", è la spiegazione di Der Einzige scritta dal fondatore, che ci tiene a definirsi italiano (“di solito scrivo in inglese”, scrive) e non tedesco come erroneamente ha scritto il Giornale.

Quindi, tutte quelle persone contenute nell’elenco sono dentro l’organizzazione del Movimento? “Magari ci sono persone che si son fatte dare i permessi per aggiungere degli amici, ma ai tempi della lista originale figuravano come amministratori. L’unico indizio concreto che indica che gli utenti da me pubblicati sono ancora amministratori è il seguente: entrando nel gruppo del movimento, e poi cliccando sui nomi utente da me pubblicati, è possibile vedere se è presente il gruppo del movimento in comune. Se non esce il movimento come “gruppo in comune” è perché si tratta di utenti che poi sono stati resi admin anonimi", spiega in un post indirizzato ai giornalisti.

A capo della chat c’è un utente, nome in codice 1312 ma non sarebbe lui la mente. Der Einzige sostiene che questo utente sarebbe “il proprietario del gruppo del movimento dedicato alle locandine e alla grafica” e fa nome e cognome, con tanto di pagina LInkedin. “Abbiamo individuato l’identità di questo individuo non tramite gli strumenti di open source intelligence, ma analizzando i metadati grezzi di alcuni pdf da lui inviati e quindi rilasciati volontariamente”.

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