Ferrara, il figlio delle vittime. "Uccisi perché mi definivano fallito"

Emergono le confessioni dei due ragazzi che hanno massacrato Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni a Ferrara. Il motivo del delitto sarebbero le lite con la madre, che accusava il figlio di essere un fallito

Ferrara, il figlio delle vittime. "Uccisi perché mi definivano fallito"

Riccardo è il minorenne che insieme all'amico Manuel ha massacrato i due genitori Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, a pontelangorino, a Ferrara. Ora dai verbali emerge la motivazione di quel terribile delitto.

Il movente della mattanza

"Non passava giorno senza che mi dicessero che non valevo niente, che ero un buono a nulla, un fallito. Per questo li ho uccisi" ha ammesso durante l'interrogatori degli inquirenti. Insieme alle sue confessioni, anche quello dell'amichetto Riccardo. "Non l’ho fatto per soldi, ma per amicizia. Per togliergli il macigno che aveva sul cuore. L’avrei fatto anche gratis, i soldi non mi interessano. Dopo, lui mi ha detto che mi avrebbe dato tutto quello che avrebbe trovato in “cassa”, ma ripeto: lo avrei fatto comunque", ha rivelato il complice nell'omicidio.

Il movente, dopo le valutazioni fatte ai due ragazzi, sono quindi riconducibili al rapporto teso tra i genitori e Riccardo. Il giovane era troppo disinteressato allo studio e alle regole, già una bocciatura alla scuola media. Ma l'impegno era mancato anche dopo, e così le scenate della madre erano proseguite. Discussioni che hanno raggiunto un picco alla richiesta del ragazzo di cambiare sezione all’istituto tecnico di Codigoro che frequentava senza più alcun risultato, come precisato da La Repubblica.

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