#IoLaButtoLì: la battaglia per un futuro sostenibile

L’iniziativa di Save the Planet e JTI Italia contro l’abbandono dei piccoli rifiuti torna e si amplia con nuovi testimonial. Tutto in nome della sostenibilità

#IoLaButtoLì: la battaglia per un futuro sostenibile promossa da JTI e Save The Planet

Sensibilizzare l'opinione pubblica sul corretto smaltimento dei piccoli rifiuti d'uso quotidiano, come ad esempio mozziconi di sigarette, sacchetti e, da quando è scoppiata la pandemia di Covid-19, anche mascherine. È questo l'obiettivo di #IoLaButtoLi, la campagna anti-littering promossa da Save The Planet e JTI Italia, realizzata grazie alla collaborazione con l'agenzia cooperativa Pensieri & Colori.

Il gesto che fa la differenza

Il messaggio chiave della campagna è tanto semplice quanto fondamentale per la sostenibilità del nostro pianeta. Il piccolo gesto che "fa la differenza" consiste nel gettare i piccoli rifiuti d'uso quotidiano negli appositi contenitori nei quali verranno successivamente smaltiti. Molti cittadini, spesso senza pensare alle conseguenze, sono invece abituati a buttare i loro rifiuti a terra, dove capita.

Dopo il successo maturato lo scorso anno, #IoLaButtoLì ha ottenuto il riconoscimento del Ministero dell'Ambiente ed è giunta alla sua seconda edizione. Una novità importante è che quest'anno l'iniziativa sarà accompagnata da un massiccio coinvolgimento di figure del web con l'intenzione di espandere il messaggio anti-littering a quante più persone possibili, con un occhio di riguardo alle giovani generazioni che si sono dimostrate più sensibili alla problematica.

I nuovi testimonial

Del resto, se è vero che combattere l’abbandono dei piccoli rifiuti è una sfida che si può vincere soltanto insieme, quest’anno insieme a Casa Surace, la sfida per un mondo più pulito è stata raccolta da alcuni dei volti più noti del web come Angelica Massera, i Badaboom, Il Matricomio, Isabo e Raissa&Momo.

"La campagna #IoLaButtoLì insieme al Manifesto Anti Littering, il manifesto interattivo rivolto a cittadini, imprese e amministrazioni locali per sottoscrivere un impegno congiunto per un futuro sostenibile che nei primi mesi ha già ricevuto migliaia di adesioni, rappresentano un passo importante per sensibilizzare tutti noi ad un problema concreto, come quello dei piccoli rifiuti", ha spiegato Elena Stoppioni Presidente di Save The Planet Onlus. "Per noi è centrale passare dall’opinione all’azione e siamo orgogliosi che alcuni dei volti più noti del web abbiano risposto con entusiasmo alla nostra call to action, dimostrando come sostenibilità non sia solo una parola, ma un vero e proprio impegno", ha quindi aggiunto Stoppioni.

Le star del web si sono così riunite nella campagna toscana per scoprire tutti i segreti della sostenibilità, dall’impatto della Co2 di ogni persona ai piccoli comportamenti sbagliati che crediamo ininfluenti per l’ambiente. E questo perché ciò che davvero conta non è parlare di sostenibilità, ma diventarne parte integrante e coinvolgere gli altri nel cambiamento.

Un impegno costante e duraturo

Ogni giorno dobbiamo fare i conti con migliaia di tonnellate di plastiche e materiali pericolosi, che molto spesso, in virtù di un errato smaltimento, entrano a far parte del nostro ecosistama. La colpa, se così può essere definita, è di una cattiva abitudine che può essere combattuta mediante un impegno costante e duraturo. La soluzione non può essere improntata solo sulla raccolta dei rifiuti e sull'attuazione di multe e ammende. Al contrario, è decisivo che tutti i cittadini si sentano parte integrante del cambiamento che vogliono vedere nel mondo.

In altre parole, serve prima di tutto un cambio culturale che può essere ottenuto esclusivamente mediante una sensibilizzazione sulle tematiche ambientali che sia assunta congiuntamente da terze parti e Istituzioni. Da questo punto di vista l'impegno di JTI per la sensibilizzazione dei cittadini verso le buone pratiche e il corretto smaltimento dei piccoli rifiuti è sintetizzato nelle parole di Lorenzo Fronteddu, Corporate Affairs and Communication Director di JTI Italia. "Con #IoLaButtoLì confermiamo la nostra volontà agire in modo tangibile per il rispetto dell’ambiente: siamo infatti convinti che un cambio di mentalità sia possibile e nei prossimi mesi continueremo insieme a portare avanti la nostra attività di sensibilizzazione per perseguire l’obiettivo della sostenibilità, consapevoli che ogni piccolo gesto rappresenta già un grande risultato", ha dichiarato Fronteddu.

Battaglia culturale

Il messaggio di #IoLaButtoLì non si esaurirà nel periodo estivo, ma continuerà anche nei mesi successivi, perché la lotta ai piccoli rifiuti è un impegno che dura 365 giorni all’anno. E questo perché il messaggio dell'iniziativa deve essere concepito alla stregua di una vera e propria battaglia culturale.

Giusto per capire meglio di che cosa stiamo parlando, è utile leggere i numero di una ricerca realizzata lo scorso luglio da JTI Italia e Save The Planet. Il sondaggio Quanto Sei Green Quando esci? ha sostanzialmente misurato la percezione del fenomeno littering (termine di cui solo 3 italiani su 10 conoscono il significato) e valutato l'impatto sul giudizio dell'opinione pubblica in Italia. L’indagine, conclusasi il 13 luglio, ha coinvolto un campione di 1044 persone, composto per il 40% da uomini e per il 60% da donne, con una localizzazione geografica che va dal 53% delle regioni settentrionali al 20% di quelle meridionali, con il restante 27% intervenuto dal Centro Italia.

Il cluster anagrafico vede una rappresentanza lievemente maggiore nella fascia 18-24 anni (22%), di poco superiore al 21% della fascia 25-34, seguono il 17% della fascia 45-54, il 16% di 35-44 e un importante 14% di 54-65 anni, senza tralasciare il 7% di over 65. I risultati del sondaggio? Dai dati raccolti emerge che abbandonare i rifiuti per strada, negli spazi naturali o nelle aree pubbliche è una pratica di cui il 22% del campione ammette di essersi reso colpevole almeno una volta, risposta fornita per lo più dalla fascia dei più giovani, ovvero 18-24 (32%).

In oltre la metà dei casi (51%) la si giustifica come distrazione. In generale, prendendo l’intero campione, per il 50% è noncuranza delle conseguenze ecologiche e ambientali. È interessante notare come per il 62% dei rispondenti, il tema sia una questione di educazione a un comportamento corretto e responsabile fin dall’età scolastica. Ecco perché la battaglia intrapresa da #IoLaButtoLì deve essere costante e rivolgersi a una platea vastissima (giovani su tutti).