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Cronache

Joe Bastianich: “Milano, ecco il mio hamburger americano”

Apre al pubblico il nuovo flagship store per il quale Bastianich firma il menù in via dell’Orso a Milano. Ieri, alla conferenza stampa l’imprenditore ha raccontato la sua idea di hamburger americano, tra tradizione, qualità degli ingredienti e nuovi progetti di espansione

Joe Bastianich

C’è un’America che non si racconta soltanto attraverso i grattacieli di Manhattan o le insegne luminose delle grandi catene, ma attraverso il profumo della carne sulla piastra, il pane appena sfornato e le ricette che appartengono alla memoria gastronomica di un Paese. È questa l’America che Joe Bastianich porta nel cuore di Milano. Oggi, 4 novembre, apre infatti al pubblico il suo nuovo flagship store JB Burger in via dell’Orso, nel quartiere di Brera.

Ieri siamo stati alla conferenza stampa di presentazione, durante la quale Bastianich ha illustrato la filosofia del progetto, nato dall’incontro tra la sua esperienza nella ristorazione internazionale e il know-how di BUN S.p.A. L’obiettivo è proporre un hamburger che recuperi i sapori autentici della tradizione statunitense, puntando sulla qualità delle materie prime e sulla semplicità delle ricette. Una sfida non banale in una città come Milano, dove l’offerta gastronomica è ampia e la concorrenza nel settore è particolarmente vivace.

Tra le proposte figurano alcuni classici americani, come il New York Cheeseburger, il Crispy Bacon Burger e lo Sloppy Joe. La novità è il Pastrami Reuben, ispirato ai celebri delicatessen newyorkesi: punta di petto di Black Angus, lenta cottura al barbecue, crosta speziata e taglio a mano davanti ai clienti. Una preparazione sulla quale Bastianich racconta di aver lavorato per mesi.

Il locale, con cucina a vista e un arredamento che alterna radica e acciaio, richiama l’atmosfera dei diner americani, ma con un’impronta contemporanea. Anche il conto guarda a una fascia accessibile: gli hamburger costano da 7,90 a 15,90 euro e, aggiungendo 5 euro, è possibile scegliere un menu completo.

Ma al di là della nuova apertura, la questione è capire come distinguersi in un mercato sempre più competitivo e quale futuro possa avere la cultura gastronomica americana in Italia. Ne abbiamo parlato con Joe Bastianich.

Come è nata questa sfida? Perché avete deciso di aprire un locale smashburger proprio nel centro di Milano, a Brera, considerando che la concorrenza nel settore degli hamburger è ormai molto forte?

«Perché ci differenziamo! La risposta è nel gusto e nella nostra sensibilità verso i sapori autentici. Puntiamo sulla semplicità. Per me l’hamburger è fatto di tre elementi fondamentali: pane, formaggio e carne. Il nostro smash burger nasce proprio da questo principio: gli ingredienti principali devono parlare da soli. Naturalmente si possono aggiungere variazioni, ma il punto di partenza resta la semplicità. Dietro un prodotto che può sembrare semplice, in realtà, c’è un lavoro molto complesso: sono i dettagli a fare la differenza e a permetterci di creare lo smash burger perfetto, con il vero gusto autentico dell’hamburger americano».

Come giudica l’offerta della ristorazione italiana? E che idea si è fatto dei fast food? Quali differenze vede tra quelli italiani e quelli americani?

«La ristorazione italiana è sempre il grande tesoro di questo Paese. Dagli alimentari alle trattorie, dalle pizzerie alle enoteche, fino ai ristoranti stellati: tutti portano avanti la bandiera di una grande cultura tecnica e gastronomica, quella del cibo italiano. Naturalmente, negli ultimi anni, stiamo assistendo a una crescente richiesta da parte delle nuove generazioni, che guardano con interesse anche ai format internazionali in arrivo in Italia. È un fenomeno sempre più evidente. Con JB Burger siamo un’azienda italiana che parte dal principio della qualità degli ingredienti, ma aggiunge il proprio know-how e le proprie tecniche per creare un sapore unico, autentico e americano».

C’è una domanda che non le fanno mai e che, invece, le piacerebbe ricevere?

«Sì. Quanti hamburger ho mangiato nella mia vita! La mia risposta è 8.931. Stasera ne ho mangiati due, quindi siamo già arrivati a 8.933!».

Avete intenzione di aprire altri punti vendita a Milano?

«E’ il quinto locale. Prossimamente apriremo anche una dark kitchen per riuscire a coprire tutta la città di Milano. Questo è il nostro primo locale nel centro città. Abbiamo già aperto in provincia di Milano, al centro commerciale Fiordaliso, nell’aprile 2026, e la settimana scorsa abbiamo inaugurato il punto vendita di Rescaldina, a nord di Milano. Nel corso del 2027 prevediamo almeno altre due aperture nell’area milanese. Il nostro obiettivo è arrivare a 15 locali in tutta Italia entro la fine del 2027».

In un momento in cui si parla molto di dazi e tensioni commerciali internazionali, avete problemi di approvvigionamento per le materie prime?

«Assolutamente no. La maggior parte dei nostri fornitori è italiana: il pane è prodotto al 100% in Italia e la carne è bovina proveniente dall’Unione europea. Non abbiamo quindi problemi legati ai dazi doganali americani».

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