L'Altra cucina in 13 carceri italiane

Pranzo Stellato anche quest’ anno per i detenuti di 13 carceri Italiane , una vera catena di solidarietà che vede aggiungersi Bari , Eboli, Siracusa, Lanciano e Ivrea

L'Altra cucina in 13 carceri italiane

Pranzo Stellato anche quest’anno per i detenuti di 13 carceri Italiane , una vera catena di solidarietà che vede aggiungersi Bari , Eboli, Siracusa, Lanciano e Ivrea. Il pranzo nel carcere di Fuorni a Salerno è stato preparato dallo chef Campano Giuseppe Iannotti, 1 stella Michelin che con il suo vice chef Eugenio Vitaliano, ha prearato un pranzo d’Amore per i detenuti, portando in tavola piatti speciali ed il dolce tiramisù che aveva in se un messaggio di solidarietà ai detenuti. La giornata è cominciata con uno spettacolo nel teatro del carcere, che ha visto la partecipazione di Alessandro Greco, che ha cantato portando sul palco l’atmosfera di Furore ed ha fatto emozionare con la canzone “ Je so' pazzo “ di Pino Daniele, la bellissima Beatrice Bocci ex Miss Italia, oltre aver presentato con trasporto ed emozione, ha letto la lettera di Papa Francesco, in cui ha ricordato il messaggio d’Amore di Gesù, rivolto al perdono e l’augurio ai detenuti di riprendersi al più presto un posto nella società. Lo spettacolo è stato colorato dalle battute e dagli sketch di Marco Cristi che ha fatto divertire i 120 detenuti presenti in sala. Il Direttore del Carcere Stefano Martone, ha voluto ribadire, che questa giornata di solidarietà che vede riuniti allo stesso tavolo detenuti e volontari, ha lo scopo di avvicinare le persone e non farle sentire mai abbandonate in questo percorso di riabilitazione. I detenuti erano commossi per aver vissuto un ”pizzico dello spirito del Natale” anche loro. Un detenuto ha chiesto di poter parlare, ricordando l’importanza della solidarietà da parte di tutti, che deve essere manifestata anche verso le istituzioni.

I RACCONTI

Michele, trasportatore, sta scontando la sua pena, racconta di aver trovato la vera forza per vivere, proprio in Carcere il giorno di San Giuseppe 19 Marzo del 2017, quando un Ictus lo ha colpito nella sua cella, dopo i soccorsi e un lungo percorso riabilitativo, oggi era presente in prima fila a teatro e parlava della forza che ha trovato in Dio e nella sua famiglia, per superare questo momento e ricominciare a vivere. Tiziano, detenuto da già due anni, non ha voluto mai far venire i suoi bambini in carcere, ma ha ottenuto un permesso e potrà trascorrere, per Natale qualche giorno a casa con la sua famiglia, ha raccontato della sua telefonata con il figlio, il quale gli ha chiesto ”quando torni papà?” e lui ha risposto “giovedì prossimo!” , a quel punto il bambino ha fatto cadere il telefono, per correre ad abbracciare la mamma. L’agente Nicola Amato, ha raccontato della difficoltà e del sacrificio degli agenti , che nonostante il numero di detenuti elevato e le poche risorse disponibili, sono riusciti a realizzare questa giornata.

Tutto ciò è a dimostrazione, che la solidarietà arriva dalle istituzioni a chi è recluso e quindi non è stato abbandonato dalla società, terminato il suo percorso di pena avrà la possibilità di una nuova vita. Perché come ci ricorda Papa Francesco, tutti possono sbagliare e dobbiamo essere pronti al perdono.

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