Non gli apre cella, detenuto albanese sputa contro agente

Il detenuto, un albanese di 33 anni, voleva che il poliziotto aprisse prima la sua cella, al rientro dall'ora d'aria. L'agente, tuttavia, ha rispettato i turni è stato aggredito a suo di insulti. Infine, gli ha sputato due volte in faccia

Poliziotti che vengono spintonati, insultati e presi a pugni da detenuti spesso con problemi psichici. Episodi che si ripetono con sempre maggiore frequenza nelle carceri liguri. L'ultimo, in ordine di tempo, è avvenuto ieri nella casa di reclusione di Sanremo, dove un albanese di 33 anni, ha sputato contro un agente della polizia penitenziaria, colpevole di non aver aperto prima la porta della propria cella, al rientro dall'ora d'aria.

Stando a quanto ricostruito da Michele Lorenzo, segretario provinciale ligure del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, che denuncia l'accaduto, il detenuto - che tra l'altro è stato di recente trasferito a Sanremo da un'altra struttura, proprio a causa del comportamento violento - avrebbe insistito per entrare in cella prima degli altri.

Il poliziotto, tuttavia, avrebbe rispettato il regolare giro, evitando di sottostare alle sue richieste. Al momento del proprio turno, il trentatreenne è entrato in cella e si è chiuso in bagno. L'agente gli ha chiesto se andasse tutto bene, temendo che potesse compiere qualche gesto di autolesionismo e lui, come risposta, lo ha ricoperto di insulti. Uscito dal bagno ha proseguito e gli ha sputato due volte in faccia. A quel punto sono intervenuti anche i rinforzi per riportarlo alla calma.

"E' un episodio deprecabile sotto tutti gli aspetti - commenta Lorenzo -. Sputare contro un uomo in divisa che nel carcere rappresenta lo Stato, non può trovare nessuna giustificazione e per forza e per ragione deve essere valutato sia sotto il profilo disciplinare che penale". L'albanese, che deve restare in carcere fino al 2024 per un cumulo di pene, sarà molto probabilmente denunciato all'autorità giudiziaria, ma resta il fatto che le carceri liguri sono sempre più a rischio dato l'alto numero di detenuto violenti e spesso affetti da problemi psichici.

"Ricordo - prosegue il sindacalista - che solo pochi giorni fa un episodio simile è accaduto su un treno, dove un passeggero ha sputato contro un controllore, il caso ha avuto rilevanza nazionale ed è stato risolto con l'arresto del passeggero per violenza e oltraggio". In passato, non sono mancati episodi di detenuti che hanno appiccato il fuoco alla cella. Il movente quasi sempre è lo stesso, come sottolineato da Lorenzo: "Pretendono di organizzare il lavoro della polizia e quando una loro richiesta non viene subito esaudita, danno in escandescenze, mettendo a rischio l'incolumità dei nostri agenti oltre che la loro".