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Cronache

Tabaccaia, domani i funerali. Per il pm non ci sono stalker

Gli investigatori passano al setaccio la vita della donna uccisa con 45 coltellate. Maria Luisa Fassi non aveva uno stalker nè aveva ricevuto minacce

Aiutare chi ha ucciso tua figlia Se un gesto spegne la violenza

Si terranno domani alle 11 nella Collegiata San Secondo i funerali di Maria Luisa Fassi, la donna uccisa con 45 coltellate nella tabaccheria di corso Volta ad Asti. È arrivato nelle scorse ore il nulla osta della procura. Questa sera si terrà il rosario alle 20 nella parrocchia di Tanaro, il quartiere dove Maria Luisa viveva con il marito Valter e i figli Giacomo e Agnese (di 25 e 20 anni).

L’Amministrazione comunale, si legge nell’ordinanza che proclama il lutto cittadino,"si fa portavoce dello sdegno della comunità per il vile atto di violenza e del desiderio di un’azione incisiva da parte di tutte le istituzioni sul fronte della sicurezza dei cittadini, riaffermando il primato dei valori della convivenza civile e dello stato di diritto".

Intanto le indagini procedono senza sosta alla ricerca del killer della donna. Il pm Luciano Tarditi evita di rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. L'unica riflessione che si lascia sfuggire ad alta voce è che ora gli accertamenti sono diretti a ricostruire la vita privata della vittima. Non c’erano stalker, nessuno l’aveva minacciata.

Nel fascicolo sono finiti i primi risultati dell’autopsia svolta dal medico legale Rita Celli che ha messo in risalto un elemento importante. L’arma utilizzata per massacrare la vittima, e non ancora ritrovata, sarebbe un coltellaccio da cucina. Una lama di almeno cinque centimetri di larghezza e quindici di lunghezza.

Gli inquirenti non escludono collegamenti con l’ambiente dei ristoranti, nel quale è cresciuta Maria Luisa, dove è facile reperire un coltello di quel tipo.

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