"Previsione" sulla fine del virus "Morirà prima di un vaccino..."

"Esiste una reale possibilità che il virus si estingua prima che venga sviluppato un vaccino": sono queste le testuali parole dell'ex direttore Oms ed oncologo britannico Karol Sikora, convinto che potremmo avere "un'immunità più alta di quanto stimato"

"Previsione" sulla fine del virus "Morirà prima di un vaccino..."

Tutti gli sforzi per trovare un vaccino, le ricerche della comunità scientifica e le guerre tra gli Stati potrebbero essere inutili se si avverasse la "profezia", o meglio la previsione, di un ex direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ed oncologo britannico, il Prof. Karol Sikora, il quale crede che "esiste una reale possibilità che il virus si esaurisca naturalmente prima che venga sviluppato un vaccino".

L'ipotesi di Sikora

La frase che sta facendo molto discutere è stata scritta pochi giorni fa dal Prof. sul proprio Twitter: Sikora ha aggiunto che la popolazione mondiale potrebbe avere "un'immunità più alta di quanto sia stato stimato". Insomma, il significato, neanche tanto tra le righe, è che saremmo più forti di quanto ci hanno fatto credere, il nostro sistema immunitario potrebbe averla vinta prima del miracoloso vaccino. In ogni caso, il tweet si conclude con la raccomandazione che "dobbiamo continuare a rallentare il virus ma potrebbe spegnersi da solo".

Una voce fuori dal coro

Insomma, sebbene lo scenario sia incoraggiante, purtroppo il Prof. Sikora è una voce fuori dal coro dagli altri esperti mondiali, secondo i quali il vaccino sarebbe l'unico modo per eliminare il virus. Quanto affermato stride soprattutto con il pensiero e le dichiarazioni del suo "ex collega" Mike Ryan, direttore esecutivo per le emergenze sanitarie dell'Oms, il quale crede che un vaccino contro il nuovo Coronavirus rappresenti “l’unica grande speranza” di eliminare il Covid-19.

Perchè un vaccino è fondamentale

Tanti altri scienziati e ricercatori hanno sottolineato che un vaccino ampiamente distribuito sia l’unico modo con cui, soprattutto le persone più vulnerabili come gli anziani e quelli con il sistema immunitario a rischio, possano essere al sicuro in grandi assembramenti come nei luoghi di lavoro ed in tutti i posti pubblici frequentati da tante persone. Un vaccino, inoltre, azzererebbe il rischio di nuovi focolai dando la possibilità di ritornare alla vita pre-Covid, quando si viaggiava per il mondo, non c'era il blocco agli scambi commerciali e tutti gli sport, individuali e di squadra, potevano essere praticati senza rischi nè per gli sportivi nè per gli spettatori che affolavano le tribune.

"Prevenire il ritorno del virus"

A sconfessare il pensiero del Prof. Sikora ci pensano numerose ricerche mondiali dove si legge che meno del 10% della popolazione della Terra sia stata esposta al Coronavirus. L'attuale direttore Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante l'Assemblea Mondiale della Sanità del 18 maggio, ha sottolineato questo aspetto aggiungendo che "la maggior parte della popolazione mondiale rimane sensibile a questo virus. Il rischio rimane elevato e abbiamo una lunga strada da percorrere".

Tutto questo per dire che senza un vaccino ampiamente utilizzato, potrebbero essere necessari quattro o cinque anni per sviluppare la famosa “immunità di gregge” che potrebbe frenare la pandemia. "Non si tratta solo di superare l’attuale crisi: se questo virus rimane in circolazione, abbiamo bisogno di un vaccino per prevenire il ritorno nelle generazioni future", ha affermato a Businessinsider Emily Toth Martin, docente associata di epidemiologia presso la School of Public Health dell’Università del Michigan.

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