Il report sulla letalità del virus ​"Ecco perché è sovrastimata"

Il presidente, Nino Cartabellotta: "Ma non abbassate la guardia. Bisogna rimanere a casa e applicare misure di distanziamento sociale"

Il report sulla letalità del virus ​"Ecco perché è sovrastimata"

"Gravità e tasso di letalità sono ampiamente sovrastimati". A rivelarlo è la fondazione Gimbe, che in un report ha analizzato i dati riguardanti i casi di Covid-19 in Italia, sottolineando la possibile presenza di "70mila casi non identificati". Sarebbero, quindi, almeno 100mila le persone contagiate dal coronavirus, dato che farebbe abbassare il tasso di letalità della malattia.

I dati ufficiali, aggiornati al 17 marzo, mostrano 31.506 casi, di cui 2.060 (6,5%) si trovano in terapia intensiva, 12.894 (40,9%) ricoverati in ospedale con sintomi, mentre 11.108 (35,3%) in isolamento domiciliare. I dimessi sono 2.941, pari al 9,3%, mentre i deceduti sono 2.503 (7.9%). "Questa distribuzione di gravità della malattia – spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, al Sole24ore appare molto più severa di quella cinese: infatti, lo studio condotto sulla coorte cinese e pubblicato su Jama riportava 44.415 casi confermati di cui 81% lievi, 14% severi (ospedalizzati) e 5% critici (in terapia intensiva), con un tasso grezzo di letalità del 2,3%".

Ma, avverte Cartabellotta, i dati italiani sono stimati sulla base dei tamponi effettuati, che per la maggior parte vengono fatti su soggetti con sintomi. In questo modo, vedremmo solo una parte dei casi. Infatti, "assumendo una distribuzione di gravità della malattia sovrapponibile a quella delle coorte cinese, si può ipotizzare che la parte sommersa dell'iceberg contenga oltre 70.000 casi lievi/asintomatici non identificati". In questo modo, il tasso di letalità e di gravità della malattia si allineerebbero a quelli cinesi. La stessa cosa varrebbe per i decessi. In Italia, il tasso grezzo di letalità ha raggiunto ieri il 7,9%, variabile da una Regione all'altra. Ma questo, spiega Cartabellotta, "rappresenta una spia rossa sul sovraccarico degli ospedali, in particolare delle terapie intensive, allineando i numeri alla narrativa di chi lavora in prima linea".

La sovrastima del tasso di gravità, però, "non deve in alcun modo fare abbassare la guardia". Il presidente del Gimbe ricorda l'importanza delle misure di contenimento adottate dal governo italiano, linea a cui si stanno confotmando anche gli altri paesi europei: "L'Italia è ormai sulla strada giusta e, considerando che l’efficacia delle misure di distanziamento dipende dalla loro rigorosità, dalla tempestività e dall'aderenza dei cittadini, Europa, Stati Uniti e tutti i paesi del mondo, dovrebbero fare tesoro dell’esperienza (e degli errori) del’'Italia". Un "approccio frammentario", infatti, rischierebbe di rendere vani i risultati italiani, creando "casi di rientro".

E sulla durata dell'epidemia, Cartabellotta non si sbilancia, ritenendo sia impossibile rispondere alla domanda, data l'influenza di fattori imprevedibili. Ma una cosa è certa: la "necessità di rimanere a casa e di applicare rigorosamente tutte le misure di distanziamento sociale imposte dal Governo con l'obiettivo di ridurre la circolazione del virus, di evitare il contagio di altre persone".