Così la pioggia trasforma la canapa "light" in "stupefacente"

A farne le spese è stato un coltivatore della zona di Sanremo, al quale i carabinieri hanno sequestrato circa 2000 piante di canapa legale, a uso industriale, coltivata a fini tessili

Così la pioggia trasforma la canapa "light" in "stupefacente"

Lo sapevate che una banale pioggia, magari unitamente all’uso di determinati fertilizzanti, può alzare il livello di thc (principio attivo) della canapa, trasformandola da “light” ad “allucinogena”? Strano ma vero. A farne le spese è stato un coltivatore della zona di Sanremo, al quale i carabinieri hanno sequestrato circa 2000 piante di canapa legale, a uso industriale, coltivata a fini tessili.

Motivo: il contenuto di thc era superiore allo 0,6 per cento previsto dalla legge. Per la precisione si aggirava, in media, attorno allo 0,65. Il coltivatore, però, se da una parte è stato denunciato per la violazione della normativa riguardante la produzione della canapa light, dall’altra potrebbe essere prosciolto, perché quel balzello sul valore del principio attivo non sarebbe stato provocato in maniera dolosa, quindi volontaria (in quel caso avrebbe rischiato l’accusa di produzione di stupefacenti), ma potrebbe essere stata l’abbondante pioggia degli ultimi giorni, magari un po’ più acida, ad aver provocato l’alterazione del prodotto.

Il caso è stato scoperto nel corso di una serie di controlli delle piantagioni legali - in crescita in tutta la provincia di Imperia, come nuovo segmento commerciale - che saranno ripetuti nei prossimi mesi. In questo caso, salvo prova contraria, si tratterebbe di un evento fortuito, ma l’invito ai coltivatori è di adottare ogni misura necessaria (in termini di scelta del seme, utilizzo di fertilizzanti o metodo di coltivazioni, per esempio) affinché dagli esami che verranno eseguiti non emergano valori di thc superiori a quelli consentiti dalla legge. Da 0,6 a 0,65, infatti, il divario non sembrerebbe così enorme. Eppure sopra lo 0,6 si parla già di stupefacente.

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