"Scambio Unità-appalti Eni": report incastra Renzi. L'ex Premier minaccia querele

Secondo un'inchiesta di Report, il gruppo Pessina, proprietario de L'Unità, ha goduto di appalti in Kazakistan per la salvezza del quotidiano. Renzi pronto a querele: "Notizie false"

"Scambio Unità-appalti Eni": report incastra Renzi. L'ex Premier minaccia querele

Oggi, sull'agenda dell'ex Premier Matteo Renzi è il D-day. Non a caso termine usato per indicare il giorno in cui si deve iniziare un attacco, quello a Report e all'inchiesta a firma di Emanuele Bellano che andrà in onda lunedì 10 aprile.

Ma andiamo con ordine, cosa ha portato Renzi e il suo legale a inviare poche righe a Report in cui si sostiete che le notizie diffuse dal programma tv siano "false e calunniose"; annunciando "oppurtune iniziative giudiziarie contro chi assumerà la responsabilità di avvalorarla e diffonderla", come riportato da Il Fatto Quotidiano?

L'inchiesta di Report

Le ricostruzioni di Report partano dal 2014: il gruppo Pessina - ora proprietario de L'Unità - registra utili in crollo per il 96%, con tanto di vecchie commesse in esaurimento. Allo stesso tempo L'Unità perde circa 400mila euro al mese. Insomma è chiaro che il quotidiano non sia un investimento geniale, e non serve essere imprenditori per capirlo. Cionostante Pessina si siede al tavolo delle trattative per rilevare il giornale. Un testimone, protetto dall'anonimato, che partecipava alla trattativa con Frencesco Bonifazi, tesoriere Pd rivela a Report alcuni retroscena. "Quando eravamo al tavolo a Bonifazi dicevo: 'Non sta in piedi: o il giornale fa 20mila copie oppure lasciamo perdere'. E lui: 'No, si fa meglio qui, là e su e giù...'. Guido era molto confidente su questa roba, era una stora di merce di scambio". Dare per avere insomma.

Il testimone parla anche di Guido Stefanelli, socio di Pessina costruzioni, Ad de L'Unità. "I discorsi del tempo - prosegue il testimone - giravano intorno a una sorta di scambio politico, nel senso: mi fai la cortesi di...? e io ti farò la cortesia di...". Nel servizio il cronista chiede "Chi era". La risposta del teste è secca: "Bonifazi e Renzi". "Appalti con Eni" chiede il giornalista. "Si diceva che c'erano interessi della Pessina in Kazakistan... case per tecnici e dirigenti. Nel complesso degli investimenti, i soldi persi da L'Unità, sono noccioline, rispetto a un affare di quel tipo".

Dall'ufficio legale di Renzi fann sapere che è notizia falsa. Report però intervista anche Matteo Fago, imprenditore che in quel periodo aveva in mano il 51,2% del quotidiano rosso. È lui che si vede rifiutare un'offerta da 10 milioni di euro: "Ci fu un veto del Pd", ammette Fago al programma condotto da Sigfrido Ranucci. E aggiunge: "Bonifazi mi diceva di fare un accordo per fare entrare Pessina. Ma il loro business plan faceva ridere, non poteva reggere". Così Fago molla e Pessina rileva L'Unità.

L'ex direttore del quotidiano Sergio Stano spiega come L'Unità oggi venda 7mila copie e di Pessima dice: "Penso che la sua azienda, lavorando molto all'estero, abbia visto nel governo Renzi, che all'estero guardava molto, un elemento di facilitazine. Non c'è nulla di male". Fago racconta di aver incontrato Stefanelli: "Era tornato da un viaggio in Kazakistan... disse che aveva visto una roba dell'Eni, che doveva costruire ville per l'Eni...".

Da questa affermazione, Report scopre che il gruppo Pessina, con la società "Pessina costruzioni Kz", oggi lavora proprio in Kazakistan per il consorzio Kpo, controllato da Shelle ed Eni, entrambe impegnate nella gestione, come scrive Il Fatto Quotidiano, del giacimento di petrolio e gas di Karachaganak. Report approfonfisce la questione e scopre che la società "Pessina costruzioni Kz" viene fondata proprio nei giorni in cui il gruppo tratta l'acquista del quotidiano.

Eni però interviene precisando che Kpo non ha contratti con la Pessina. Ma nel bilancio 2014 del gruppo si legge che la Pessina costruzioni "grazie alla partnership con un socio locale, già in possesso di qualifiche, permetterà l'ingresso della nostra società nel settore delle opere civili industriali e infrastrutturali legate ai giacimenti di Karachaganak in Kazakistan". C'è di più. Il socio legale è consorzio "Aksai industriale park" che firma un accordo con Kpo. Pessina ottiene 9 progetti di lavoro ma a Report sostiene che la società sia inattiva. La camera di commercio kazaka però afferma che il suo bilancio vale 450mila euro. E non è l'unico affare concluso all'esterno da quando L'unità è stata rilevata.

Nel 2016, dopo il Memorandum d'intesa con l'Iran, tenutosì a gennaio a Roma, Renzi vola a Teheran, seguito da Eni, Enel, Ferrovia dello Stato e Stefanelli. Pessina ottiene protocolli per lo sviluppo di 5 ospedali (due in fase d'avanzamento) in project financing. Ma facendo un passo si può notare come nel 2014, il gruppo Pessina registrava una dimunzione degli utili pari al 96%. Nel 2015, dopo l'acquisizione de L'Unità, prende commesse per 236 milioni di euro. Di queste, due in Italia per i poliambulatori di Bologna e Sassari. Non solo: anche la gara d'appalto da 170 milioni - iniziata dalla giunta Pd guidata da Claudio Burlando - per l'ospedale di La Spezia, di circa 170 milioni. Dettaglio: il bando viene chiuso mentre si svolgonole trattative per il salvataggio de L'Unità. Su 8 ditte invitate, solo una presenta l'offerta: la Pessina, con una ribasso dello 0,01, che di solito viaggia al 15%.

Mentre gli affari della Pessina prendono il volo, il quotidiano affonda.

Nel 2016, Carlo Russo, amico dei Renzi, viene intercettato dai Noe, che indagano sulle gare Consip mentre propone all'impreditore Alfredo Romeo di rilevare il giornale. Nella telefonate registrate dagli inquirenti si sente: "Se lei riuscisse a fare l'operazione... a quel punto s'è fatto un amico per tutta la vita...".

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